Le Ferrovie bocciano Modena
Dalla Gazzetta di Modena di VENERDÌ, 17 APRILE 2009
Pagina 16 – Cronaca
di Davide Berti
Moretti (Fs) spara a zero sulle scelte di Modena
L’ad Ferrovie: «Solo qui viadotti Tav senza logica». Su Marzaglia: «Gestiremo noi»
L’opera sarà pronta entro giugno 2011 ma il vero nodo sono i lavori viari della bretella di competenza Anas
Della serie “maledetto il giorno che ti ho invitato”. Il convegno sull’area vasta che aveva come oggetto lo scalo merci di Marzaglia organizzato dall’ordine degli ingegneri e ospitato da Confindustria si è rivelato un boomerang per il territorio modenese. Dai relatori più critiche che elogi: dall’area scelta per lo scalo «troppo piccola», fino al giudizio negativo del’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, che ha bacchettato il Comune per il comportamento avuto in passato sulla Tav e la Camera di Commercio per le idee di gestione dello scalo merci.
Silenzio, parla Mauro Moretti. Poi gli applausi. Dal pulpito di Confindustria l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato non ha risparmiato nessuno, dal Comune di Modena alla Camera di Commercio.
Doveva dare la spinta allo scalo di Marzaglia, e in effetti l’ha data aggiungendosi al coro degli speranzosi che attendono la partenza delle infrastrutture viarie di competenza di Anas in appoggio al nuovo polo ferroviario: il tema è sempre la bretella Campogalliano/Sassuolo che sembra ormai in dirittura d’arrivo, senza la quale lo scalo rimarrebbe di fatto un’opera monca, impossibile da aprire senza l’adeguato collegamento stradale di supporto.
Ma nello schierarsi a favore dello scalo – sebbene non manchino alcune riserve sul collegamento con Reggio a Dinazzano – ha tirato il sasso senza nascondere la mano.
Primo obiettivo la politica dei comuni, prima in generale «ormai i sindaci sperano di fare infrastrutture coi soldi dello Stato, dimenticandosi che le Ferrovie per fortuna ora sono una società con un bilancio», poi scendendo nello specifico di Modena. Sulla Alta Velocità e la possibilità di fermate a Modena, infatti, rispondendo alle domande dei giornalisti era rimasto sul vago «vedremo se ci sarà la possibilità e se il progetto lo permetterà». Poi nel dibattito ha colpito nel vivo: «Modena ha voluto fare dei viadotti ad omega – quelli che servono a scansare la città, che hanno modificato il percorso e rallentato la corsa dei treni – contro qualsiasi logica e adesso io devo spiegare alla corte dei conti perché la Tav è costata cinque volte di più rispetto al previsto». Qui l’applauso, poi l’affondo sull’idea della Camera di Commercio di partecipare alla gestione, in chiave logistica, del futuro scalo merci: «Lo scalo lo gestiremo noi, con una nostra società. La Camera di Commercio? Parlerà di gestione a casa sua, ma non a casa degli altri. Se quello che ci mette per gestire il tutto è un milione di euro non gestirà proprio nulla: il mio augurio è che la ricca Modena, se vuole partecipare a questo progetto, arrivi a 100 milioni di euro». Una provocazione che Torreggiani scansa – presente in sala, ha parlato in privato con Moretti a fine convegno – ma che diventa un assist per il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari: «E’ apprezzabile la schiettezza di Moretti, ma da Modena arriva una sollecitazione vera per spingere l’intero territorio ad una partecipazione attiva per questo progetto che non può più aspettare». Ma appunto, lo scalo merci quando sarà pronto?: «Sarà pronto nel primo semestre del 2011», puntualizza secco l’assessore ai trasporti della Regione Emilia Romagna Alfredo Peri, che invece difende la posizione della Camera di Commercio. Non riapsrmia nulla nemmeno l’intervento di Sergio Rossato, che gestisce un analogo terminal a Padova: «Marzaglia? Un’area troppo piccola».
Sui collegamenti ferroviari con Dinazzano, argomento al centro del convegno nella logica di area vasta, Moretti è stato più timido: «Vedremo se funzionerà Marzaglia, poi procederemo col collegamento con lo scalo reggiano che certamente potrà coesistere».
Qui i due assessori reggiani presenti, Giuliano Spaggiari e Paolo Gandolfi, hanno rimarcato preoccupati che «aspettare di vedere come va sembra riduttivo, piuttosto serve un piano d’azione già ora con un unico obiettivo».
Va anche detto, però, che la Provincia di Reggio Emilia, nel Ptcp appena discusso, ha tolto tra le opere il collegamento Dinazzano/Marzaglia, cosa non troppo gradita dagli amministratori modenesi. E per evitare che questa diventi l’ennesima guerra di campanile, è proprio ciò che sta cercando di fare la Camera di Commercio col presidente Maurizio Torreggiani che potrebbe portare alla svolta: Apmi, Confindustria, Legacopp, Cna, Lapam insieme. Un unico soggetto che sarà presentato nei prossimi giorni e che sarà un unico interlocutore, non solo per questo progetto, ma per le scelte strategiche del futuro della città. La politica è avvertita.
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