Onore alla Macedonia.

Che ha fatto due tiri in porta e con uno di essi ha segnato l’unico gol che serviva per andare avanti.

Adesso é inutile sperticarsi in analisi, l’Italia era la squadra più forte, ha innegabilmente giocato meglio e alla fine ha perso.

Lo sport é così, tutto: lo sfavorito può vincere sul favorito, perché il favorito quel giorno non è in forma, o semplicemente perché non ha il destino dalla sua parte.

Esattamente come i Greci contro i Persiani, che in fondo tornarono a casa indifferenti da quella sconfitta, lasciando però i Greci gasatissimi, a creare una civiltà immortale.

Questo si è sempre saputo ed espresso con la considerazione per cui «la palla é rotonda», che significa appunto che può rotolare in qualsiasi modo e una partita può terminare anche in modo
imprevedibile.

Adesso staremo dodici anni fuori dal campionato del mondo, cosa che per un paese che si vanta di essere la capitale mondiale del calcio é un po’ troppo.

Né vale dire che il calcio «é solo un gioco»; é una considerazione totalmente infondata, essendo uno dei più grandi settori industriali italiani, che non avrebbe peraltro senso nemmeno se lo fosse, dato che la nostra vita è un grande gioco: nasciamo da un gioco, per giocare a nostra volta tutta la vita.

Ora puoi stare a piangere in casa o puoi venire domani al campo 99 a Vignola, ore 15 ⚽

Perché il calcio non è importante: é l’unica cosa che conta.


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