poesia festival ’08, la festa della retorica
E’ facile criticare dall’ esterno; chiunque provi a “fare cultura” merita rispetto, anche se per fare ciò si investono migliaia di euro. Quando la cultura si traforma però in disinformazione e captatio benevoletiae elettorale allora il rispetto viene a mancare e le migliaia di euro diventano soldi sprecati.
Diceva Umberto Eco che uno può anche voler dimostrare che Dante è un pessimo poeta, ma deve farlo con 300 pagine almeno di analisi serrata dei testi, altrimenti le sue sono opinioni da bar, e come tali vanno prese. Rivangare la solita, fritta e rifritta, PRESUNTA misoginia da parte del sommo poeta è uno spettacolo veramente da provinciali (quali siamo e, per loro, dobbiamo rimanere). Dante amava disperatamente la donna e proprio per questo la simboleggia con un’immagine eterea e eterna, con amorevoli mani tese verso l’uomo.
Per ciò che riguarda l’esaustiva e competente premessa del politico di turno credo che poesia non sia SOLO distaccarsi dagli affanni quotidiani. Cercare di descrivere la poesia mi ricorda quelle pagine di metrica che il prof. Keating (protagonista del film “L’attimo fuggente”) fa strappare agli studenti. Per capire la poesia dobbiamo chiudere gli occhi (e la bocca) e ascoltare l’unica voce che le nostre orecchie non possono udire.
Degna conclusione poi domenica con uno scorcio di campagna elettorale ante litteram (con un “disinteressato” Neri Marcorè ad agitare lo spauracchio romano Alemanno), quando il gran capo in persona ha gonfiato il petto ricordando a tutti (se ne sentiva la mancanza) i meriti dell’attuale amministrazione (passaggio completamente fuori luogo).
Peccato che si sia dimenticato, parlando di servizi, alcune piccole e insignificanti sfumature, peraltro degli ultimi giorni: il buco della “Strada dei Vini e dei Sapori” (dove, inutile negarlo, Vignola aveva un ruolo di primo piano), decine di episodi di microcriminalità (che poi per me sono tutti macro …) e dulcis in fundo (in cauda venenum) i fotored, dove Vignola è stata letteralmente “sputtanata” a livello nazionale, ma questa è già un’altra storia …
“C’era una volta” il cantafiabe dirà e un altro film horror comincierà …
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Nel film “Roger and Me” di Michael Moore – il suo più bello ma meno conosciuto, chissà perchè nemmeno tradotto in Italiano ma solo passato in libreria con i sottotitoli – si fa vedere come, dopo aver tolto la fabbrica della General Motors da Flint e precipitato il paese nella miseria e nei problemi della disoccupazione, la politica, questi grandi soloni della cosa pubblica che “sanno” come si gestisce e discriminano tutti quanti hanno la sola colpa di non avere la loro stessa mente deviata, abbia deciso di moltiplicare i divertimenti, i festival, le visite delle celebrità, per risollevare il morale dei cittadini, come se il morale fosse dipendente da una o più illusioni e non fosse invece la proiezione delle condizioni di benessere concreto.
Quando penso che abbiamo barattato Tribunale, GESPRO, reparto di ginecologia, Ufficio del Registro con festival come questi, dove vengono dei bei professoroni a parlare di “aere” fritto, beh, devo dire che mi girano veramente i coglioni. La ciliegina sulla torta, come hai giustamente messo in evidenza, sono i politici che vengono anche a pavoneggiarsi per essere stati capaci di organizzare un bel festival di poesia. Sarebbe bello davvero, la prossima volta che ci arriva una bolletta salata in modo scandaloso dell’Hera o un avviso di pagamento dell’ICI, mandargli, in pagamento, una bella poesia del Pascoli, o del Carducci, sommo poeta che ebbe anche l’occasione di soggiornare a Vignola.
Visti i servizi che abbiamo a disposizione, perchè non diventiamo tutti poeti e li ripaghiamo in carmini? Carmina non dant panem, si diceva una volta, ed è proprio vero, ma nemmeno lo sostituiscono, però se la politica non lo capisce adeguiamoci al suo linguaggio e tutti fluttueremo più felici per l’aere salmastro.
Io sono rimasto sbalordito e incredulo nel vedere
(qui: http://www.unione.terredicastelli.mo.it/allegati
/2183/CONFERIMENTO%20INCARICHI%20ESTERNI.pdf)
che l’organizzatrice del poesiafestival, Paola Nava, ha avuto un compenso di ben 62.000,00 Euro!
Mi trovo abbastanza in difficoltà non appena cerco di comprendere che cosa mai dovrebbe pagare una persona sola con quel denaro: non ha forse un appoggio decisivo (alloggi per gli ospiti, spazi pubblici, propaganda ecc.) da parte dell’Unione?
Una cosa è certa: il femminismo che ammorba questa e tante similari manifestazioni è lo stesso che ha sempre sventolato Paola Nava, come si può notare qui: http://cle.ens-lsh.fr/1179653846345/0/fiche___article/&RH=CDL_ITA100102 … la ragazza contestataria ne ha fatta di strada …
Che vergogna, ecco a che cosa servono sti festival. Altro che festival della retorica, festival della grana meglio dire!