New Orleans riparte dal Wi-Fi

Riporto in calce un articolo pubblicato su Punto Informatico, secondo cui la città di New Orleans, negli Stati Uniti, che tutti sappiamo essere stata recentemente colpita da una grave catastrofe, ha deciso di installare un impianto per consentire la connessione a internet di tutti coloro che si trovano sul suo territorio, che sarà interamente coperto.

Tra i punti programmatici di Vignolaperme, c’è sin dall’inizio la realizzazione di un collegamento senza fili gratuito per tutto il territorio di Vignola e, auspicabilmente, per gli altri comuni dell’Unione. Oggigiorno, infatti, la rete è un motore fondamentale ed imprescindibile di comunicazione, lavoro e vita. A nostro giudizio, quindi, l’accesso alla rete dovrebbe essere non solo garantito a tutti, ma promosso e promulgato. Un “comune cablato”, dove non ci sia solamente il mezzo tecnico ma i cui cittadini siano stati adeguatamente informati e formati per utilizzarlo, è un comune molto più facile da amministrare, una realtà dove si potrebbero realizzare tante forme di buongoverno. Basta pensare alla gestione dei parcheggi, del traffico, delle scuole, tutte cose che sarebbero grandemente, enormenente facilitate dalla comunicazione tra cittadini. Per non parlare della possibilità, per le imprese del territorio, di svilupparsi maggiormente e cogliere molte più occasioni di lavoro attraverso l’uso di internet, con ricadute favorevoli sul fronte occupazionale locale, che tanto ci sta a cuore.

katrina-793443.jpgNon è che Vignola sia “fuori” da internet, dal momento che chiunque può con una spesa non eccessiva prendersi una connessione. Il punto è che su questi aspetti molto importanti, che attengono al famoso problema del digital divide, l’ente pubblico deve promuovere positivamente ed attivamente l’utilizzo delle nuove tecnologie che sono tanto più utili quanto più persone le condividono.

Non si tratta solo, dunque, di poter lavorare con il proprio portatile anche al parco della Biblioteca o all’Oratorio, ma di far fare un progresso a tutti i Vignolesi, senza lasciare che come al solito venga lasciata sempre a loro l’iniziativa, con il bel risultato che come avviene sempre i più avanzati diventeranno sempre più tali e i meno accorti rimarranno sempre più indietro.

Colpisce molto il fatto che il sindaco di New Orleans, che ha una popolazione di neri, è una città povera, colpita da una terribile catastrofe, abbia avuto il genio di pensare al wi-fi in questa situazione. Evidentemente, egli ha una stima dei propri cittadini molto maggiore di quella che i nostri amministratori locali hanno dei Vignolesi. Ricordo al riguardo che alcuni anni fa mi presentai davanti ad una commissione di consiglieri comunali per presentare la mia candidatura a difensore civico. In quella sede, sostenni che era mia intenzione, nell’eventualità della mia nomina, raccogliere in un sito web le principali decisioni dell’ufficio, in modo che tutti i Vignolesi interessati avessero potuto accedervi. Naturlamente, fui irriso e compatito (eravamo ai primi tempi di diffusione di internet) perchè a detta di quei consiglieri nessuno sarebbe andato a vedere il mio sito… In realtà, i politici che ragionano in questo modo andrebbero mandati fuori dall’ente a calci nel sedere. Se tratti i tuoi amministrati come cretini, che possibilità di sviluppo gli dai? Credo anche io che il mio sito sarebbe stato poco frequentato, almeno all’inizio, ma un ente comunale ha il dovere di promuovere le novità e lo sviluppo, facendolo certamente senza lasciare indietro nessuno e cioè con retrocompatibilità di tutte le sue iniziative a favore dei soggetti più deboli e meno sviluppati, ma mai mettendosi al loro livello, anzi cercando di andare sempre avanti.

L’hanno capito nella martoriata New Orleans, là nessuno riderà del Sindaco o lo guarderà incredulo. Negli Stati Uniti non si fanno le stupide polemiche che si fanno da noi sulle tecnologie, si prende atto del fatto che ci sono, quindi si usano e basta. Con tutti i limiti che a mio giudizio ha un paese e un contesto sociale come quello degli Stati Uniti, questo è invece un vantaggio che hanno sicuramente sulla vecchia Europa, che dovrebbe cominciare a darsi una svegliata.

Il primo WiFi pubblico negli USA.

New Orleans (USA) – L’uragano Katrina è ormai storia e le pressioni della grande industria sono riuscite a fare breccia nei programmi dell’amministrazione pubblica di New Orleans, impegnata nella pianificazione di strategie strutturali per ricostruire il tessuto sociale ed economico. Una ricostruzione che passa anche dalla connettività senza fili, opportunità essenziale che il sindaco Ray Nagin ha deciso di fornire gratuitamente ai concittadini della capitale del jazz.

È così che Nagin ha varato il primo sistema WiFi pubblico degli Stati Uniti, senza la partecipazione di aziende locali o grandi consorzi multinazionali, come nel caso del network wireless di San Francisco o di Philadelphia. Inizialmente la rete pubblica coprirà solo il centro storico e commerciale di New Orleans, il cosiddetto quartiere francese, per poi espandersi su tutto il territorio metropolitano entro la fine del 2006.

“Abbiamo imparato a nostre spese l’importanza di una infrastruttura di comunicazione efficiente”, ha dichiarato in una nota ufficiale il sindaco della città della Louisiana. Il costo totale dell’operazione sarà di un milione di dollari e verrà ammortizzato grazie alle donazioni di tre importanti protagonisti dell’alta tecnologia, che forniranno equipaggiamento e consulenza tecnica aggiuntiva: Intel, Tropos Networks e Pronto Networks.

Per diffondere il segnale su tutta la città, l’amministrazione ha pensato di posizionare ripetitori e punti d’accesso sopra i lampioni ed i semafori nelle posizioni più strategiche: crocevia, strade principali ed altamente trafficate. Il servizio verrà finanziato completamente coi soldi dei cittadini e pertanto sarà privo di costi aggiuntivi per i residenti dell’area di New Orleans.

Fino a quando il governo federale degli Stati Uniti riconoscerà lo stato di calamità nell’area colpita dall’uragano, il WiFi pubblico di New Orleans fornirà accesso ad alta velocità, pari a 512 kilobit per secondo. In un secondo tempo, a ricostruzione ultimata, la velocità verrà fatta scendere a 128 kilobit per secondo.

La situazione ha fomentato grandi proteste da parte di ISP ed operatori telefonici locali, convinti che il governo stia minando delicatissime opportunità di sviluppo economico per i privati.

L’amministrazione di New Orleans ha immediatamente stroncato le polemiche, ribadendo l’importanza di un servizio Internet completamente pubblico: “I servizi a pagamento offerti dagli ISP per connettersi via WiFi sono troppo cari per i cittadini in situazioni di povertà e disagio”.

Tommaso Lombardi – da Punto Informatico 1.12.2005


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Un commento

  1. Il nuovo Minculpop
    La possibilità di accesso alle tecnologie dovrebbe essere considerata un diritto sociale come quello alla sanità. Purtroppo nella mentalità dei politici e degli amministratori non solo di queste parti le potenzialità straordinarie dei mezzi di comunicazione costituiscono una seria minaccia alla loro nicchia per cui ci si rivolge agli “utenti” solamente entro certe modalità e canali. Ma cos’è che comunicano loro? I contenuti, specialmente culturali, sono sempre ripetitivi e clientelari.

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