La tela del Velazquez da Modena a Sassuolo

Dalla Gazzetta di Modena di LUNEDÌ, 13 LUGLIO 2009

Pagina 8 – Cronaca

di Stefano Luppi

La tela del Velazquez a Sassuolo: la direttrice Di Francesco spera «si tratti solo di un equivoco»

La responsabile regionale del ministro Bondi interviene sulla contestata decisione del sovrintendente Mario Scalini

Oggi l’argomento tra i temi del dibattito in Consiglio comunale

«Il soprintendente di Modena ha deciso di spostare il ritratto di Francesco I da subito a Sassuolo? Ero informata dei suoi studi e riflessioni sul nuovo ordinamento delle raccolte estensi, ma avevamo condiviso il percorso, non certo le decisioni finali, così importanti, di Mario Scalini. Oggi lo chiamerò per avere informazioni molto chiare in merito». Parole della direttrice regionale del ministero Carla Di Francesco, la superiore in grado del soprintendente modenese.

Sono parole della direttrice regionale del ministero Carla Di Francesco, la superiore del soprintendente modenese. Le polemiche relative alla decisione del soprintendente di spostare al Palazzo Ducale di Sassuolo una delle opere simbolo della Galleria Estense – il superbo ritratto del Velazquez del duca Francesco d’Este – si allargano sempre più. E mentre il sindaco di Sassuolo plaude all’idea (vedi servizio a pagina 12) oggi è previsto il Consiglio comunale, con più di un consigliere che assicura un intervento. «Al rientro da Firenze – continua la Di Francesco – l’opera prenderà direttamente la via della reggia di Sassuolo? Sono sorpresa non lo nego, anche se è tutto vero quanto dice Scalini in merito al fatto che il dipinto veniva considerato un bene privato del duca e quella di Sassuolo è l’unica reggia estense, straordinaria e integra. Tra l’altro è vero anche che il ministero, in tempi di penuria dei fondi, sta finanziando il Palazzo Ducale. Capisco però che la città, a partire dal sindaco Pighi, si sia sollevata contro la decisione. Ora vedremo, perché decisioni così importanti e pesanti devono essere discusse a Roma al comitato tecnico scientifico dei beni artistici: è questa la via amministrativa idonea da attuarsi, più che scrivere al prefetto. Spero sia tutto un equivoco». La responsabile regionale del ministro Bondi, dunque, prende tempo in attesa di parlare con Scalini e dice di voler ricorrere allo strumento amministrativo del comitato tecnico, come già chiedeva ieri il presidente nazionale di Italia Nostra Losavio. L’arrabbiatura del sindaco Pighi – che ieri alla Gazzetta ha detto di voler “scrivere al prefetto per la decisione borbonica, presa senza avere la cortesia di informare il primo cittadino” che potrebbe anche decidere di fare pagare l’affitto all’Estense al Palazzo dei Musei – non accenna a diminuire, come i tanti interventi dei politici. Poi ci sono i molti interrogativi tecnici relativi alla nuova sede annunciata per il dipinto del duca d’Este. Dalla parte di Scalini, per ora, Vittorio Sgarbi che ha ricordato come «Velazquez era fiero di essere un pittore di corte e oggi la corte estense è rappresentata dal Palazzo di Sassuolo, dove l’ex soprintendente Trevisani volle posizionare l’orrida macchina contemporanea di Mocchetti». C’è anche chi ricorda che la decisione è sconcertante perché a Sassuolo ci sono appena due custodi contro i quaranta dell’Estense e la reggia non è aperta continuativamente.


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