il cosone verde dello Sport
Il palazzetto dello Sport “Città di Vignola” non doveva essere fatto lì dove si trova ora, cioè adiacente alle scuole Muratori, in corrispondenza dell’incrocio tra via Resistenza e un troncone di via Agnini.
Peraltro, non era neanche difficile da capire…
Questo grande, e piuttosto brutto, monolite verde, con alcune vetrature solo nella parte inferiore, concepito da un architetto in evidente calo creativo, è stato incastrato a fatica in un’area già angusta, cosicchè solo a guardarlo da la classica impressione di soffocamento o “fittume”, come si dice da noi mutuando una espressione dialettale. Questo, al classico cittadino comune, fa un po’ girar le balle perchè non capisce il motivo per cui, se lui deve farsi un garagetto vicino a casa gli facciano tante storie per rispettare le distanze minimi tra le costruzioni, mentre invece il Comune, quando si muove, può fare quel che preferisce, senza alcun criterio.
A parte il senso estetico, comunque, è cresciuto l’intero carico urbanistico dell’area. Quando ci sono gli incontri di pallavolo o pallacanestro, ci sono macchine (più naturalmente i vari autobus della squadra ospite e relativa tifoseria) parcheggiate un po’ dappertutto, spesso a vanvera, cosa che rende difficile, ma soprattutto pericolosa, la circolazione sia di altri autoveicoli che di pedoni nella zona.
La cosa più triste dell’intera vicenda, comunque, è che per ficcare questo coso verde nel cuore della zona è stato smantellato un campetto dove tutti i giorni si trovavano dei ragazzi per dei giochi spontanei. Questo dei giochi spontanei che vanno scomparendo è un discorso sul quale torneremo, peraltro. Quest’area verde, inoltre, manca anche agli stessi ragazzi della Muratori che, quando fanno educazione fisica all’aperto (una della cose che ricordo con più nostalgia della scuola), sono costretti negli spazi angusti scampati al cosone, praticamente un doppio corridoio dove si limitano a correre in tondo, in perfetto stile “ruota di criceto”, come ho visto personlamente che facevano passando per andare al lavoro un paio di settimane fa.
Non manca nemmeno l’aspetto umoristico della vicenda, che dimostra quanto manchi ai nostri amministratori persino il senso del ridicolo. Davanti al coso, infatti, campeggia un grande cartello, anzi per meglio dire una vera e propria insegna, recante la scritta “Palazzetto dello Sport – Città di Vignola” che fa tanta tenerezza, del paesotto che siamo e – ricordiamocelo bene, altrimenti sarà la nostra rovina – saremo sempre (io dico peraltro: per fortuna), e che vuole fare la città. Chissà cosa pensano le squadre ospiti di Modena, Bologna o altre città vere del nostro Paese quando vengono a giocare qui… quantomeno gli deve scappare da ridere e sicuramente la cosa deve far loro guadagnar fiducia sugli avversari.
Concludo dicendo che a me personalmente il palazzetto fa comodo. Io abito a 100 metri dal cosone e quando voglio, con prezzo modico come diceva la reclame di un tempo, posso andarmi a vedere le partite che più mi interessano. Ma questo di volere le cose sotto al c..o a tutti i costi penso sia un “vizio” che noi Vignolesi dovremmo toglierci, scoprendo che alla fine se ci organizza il territorio urbano con razionalità, incastrando tutte le caselle al posto giusto e non ficcandole a forza dove non devono andare come è stato fatto con il cosone verde, ci saranno vantaggi e più vivibilità per tutti.
La mia idea, dunque, è quella di assoldare Godzilla o qualche altro mostro dotato di super-poteri, acquisire la disponibilità di una zona veramente adatta, tedenzialmente nel villaggio industriale o comunque in periferia, e fargli spostare il cosone con una zampata, per poi ricostruire quel piccolo polmone davvero verde a disposizione sia dei ragazzi del quartiere, sia di quelli della Muratori, sia degli occhi e del cuore di chi passa.
Che ne pensate?
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Palasport, ma non solo
E’ più che evidente come il “Coso verde” sia una necessità, ma collocata in una posizione assolutamente sfortunata. Non è per niente logico creare una struttura fondamentale per lo sviluppo e la pratica dello sport in una zona priva di parcheggio adeguato. Un’ idea, a mio modesto avviso, potrebbe essere quella di convincere Godzilla (come proponi tu) a spostare il palasport sulla Piazza dei divertimenti che viene usata un paio di volte all’anno e non di più per ospitare il circo o il “Lunapark”, avvenimenti che, giusto o sbagliato, nel ventunesimo secolo non attraggono più nessuno e sono comunque meno importanti dello sport, fondamentale per socializzare e per crescere con dei valori, oltre che fisicamente. Ma, d’altronde, in una città dove i cittadini votano e vincono un bilancio partecipato per creare una nuova e moderna struttura coperta per la pratica del tennis e due anni dopo le promesse non ne hanno notizia alcuna (mi riservo di parlare meglio di questo argomento in un apposito post) forse ci vorrebbe proprio Godzilla…
nuova collocazione, tennis, etc.
Aree adatte alla collocazione del Palasport ce ne sono a iosa, sarebbe stato sufficiente anche farlo tra Vignola e Marano che oramai sono sempre più conurbati.
Se non vogliamo togliere la zona ai baracconi, che in effetti come dici comunque non attraggono più certamente il pubblico di un tempo, ci sono tantissime altre zone papabili.
Per quanto riguarda il bilancio partecipato e la singola questione del campo da tennis, nonchè più in generale lo sport, hai ragione *da vendere*, la politica dello sport va completamente rivista e resa effettiva.
Il tennis, in particolare, è uno sport completamente non assistito dall’ente locale, quando invece in Francia ad esempio per farlo uscire dall’alveo elitario di origine e forgiare dei campioni che potessero competere nei tornei internazionali ha commissionato e realizzato in poco tempo 5.000 campi pubblici in tutto in paese. Qui a Vignola ce ne era uno a disposizione dei dipendenti del gruppo Fabbri – una buona fetta di Vignolesi – che è stato però ora smantellato per far posto ad una scultura che non saprei come definire di Giò Pomodoro… Queste sono le cose che fanno piangere!
Anche il problema dei giochi spontanei che vanno scomparendo è una questione da porre e ci tornerò sopra.