Lo Stato deve 330mila euro alla scuola

Dalla Gazzetta di Modena di MERCOLEDÌ, 20 MAGGIO 2009

Pagina 24 – Provincia

di Sara Mezzadri

Lo Stato deve 330mila euro alla scuola

Il dirigente scolastico: «Costretti a tagli nella didattica e personale»

SAVIGNANO. Un credito nei confronti dello Stato che ha raggiunto i 330mila euro, un programma di continui risparmi per garantire la qualità della didattica e tagli in vista all’organico dei collaboratori. E’ questo il quadro con cui deve fare i conti l’istituto comprensivo di Savignano che riunisce le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di Savignano e Marano.

Maggiore trasparenza e più certezze: sono queste le richieste dell’istituto comprensivo di Savignano che riunisce le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di Savignano e Marano. Il Dirigente Scolastico Augusto Bagni, che coordina i 9 plessi, spiega qual è la situazione attuale. «Già dal 2006 abbiamo problemi per il finanziamento delle supplenze, poiché il Ministero non ne garantisce la copertura. Il budget per le supplenze brevi assicurato dallo Stato per il 2009 è di 50 mila euro più il 50%, tuttavia le spese annuali che dobbiamo sostenere per gli stipendi sono di oltre 200 mila euro. Dal 2006 ad oggi il credito che abbiamo nei confronti dello Stato è di circa 330 mila euro – racconta Bagni – Si risparmia da altre spese e si utilizzano i sussidi che arrivano dall’ente locale. Al momento i problemi più urgenti si hanno con le scuole materne ed elementari, che prevedono il tempo pieno: se un insegnate si assenta deve necessariamente essere sostituito da un supplente. Le scuole medie invece permettono una maggiore elasticità: le sostituzioni vengono coperte dalle ore di completamento degli insegnanti interni, grazie alle quali è possibile anche garantire i rientri pomeridiani».

Dal prossimo anno spariranno le compresenze. Quali pensa che saranno le conseguenze sulle attività formative?

«Le compresenze sono un elemento fondamentale in quanto permettono lo svolgimento di attività altrimenti impossibili da realizzare – precisa Bagni – I primi a soffrire di questi tagli saranno i bambini che necessitano di maggiori attenzioni, gli stranieri e quelli con situazioni problematiche: nelle nostre scuole c’è un elevato numero di ragazzi extracomunitari ed è grazie alle compresenze che è possibile svolgere attività di alfabetizzazione e di integrazione».

Ci saranno altri tagli sul personale scolastico?

«Per quanto riguarda il personale docente non sappiamo ancora se avremo delle perdite, tutto dipende dall’organico che ci verrà assegnato. Avremo invece riduzioni importanti tra i collaboratori scolastici, quelli che chiamiamo bidelli. Nell’arco di tre anni perderemo 9 operatori su 31 attualmente impiegati. I bidelli rappresentano un elemento fondamentale per la gestione degli istituti: vigilano sui comportamenti dei ragazzi e curano la manutenzione delle strutture scolastiche. La perdita di 9 elementi si ripercuoterà sulla qualità dei locali e degli ambienti».

Quali sono le sue previsioni per il prossimo anno?

«Per il prossimo anno abbiamo registrato un maggior numero di richieste di tempo pieno alle elementari e di tempo prolungato alle medie e dovremo attivare nuove sezioni alla scuola d’infanzia. Il problema più urgente quindi che si pone è che non ci sono abbastanza insegnanti per coprire tutte le richieste di tempo pieno».


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