Abuso edilizio, condannato Galassini
Dalla Gazzetta di Modena di SABATO, 13 GIUGNO 2009
Pagina 26 – Provincia
Abuso edilizio, condannato Galassini
Il giudice: illecito ampliamento della sede. Risarcito il Comune
VIGNOLA. L’imprenditore Galassini è stato condannato ieri in Tribunale per abuso edilizio. Cinque mesi di reclusione e 5.000 euro di multa che verranno convertiti in una unica sanzione pecuniaria. Il Comune di Vignola ha ottenuto un primo risarcimento di 30mila euro. Il giudice monocratico ha ordinato anche la demolizione del manufatto abusivo. Come si ricorderà, si trattava dell’ampliamento della sede dello stabilimento di via per Sassuolo. Una vicenda sulla quale è stata avviata una indagine parallela, prima del Comune (con l’ex comandante dei vigili coinvolto), poi della Procura.
La sentenza del giudice Teresa Magno è stata letta in aula a Modena ieri pomeriggio, poche ore dopo le conclusioni di replica del dibattimento, che aveva vissuto nell’udienza di venerdì scorso i momenti più intensi. Il giudice nella sentenza ha anche assolto il costruttore, un bergamasco, mentre i tecnico che aveva seguito il progetto ha patteggiato in precedenza.
Le indagini erano state condotte dal pm Ambrosino, mentre al processo Achille Galassini era difeso dall’avvocato Massimo Vellani e il Comune costituito parte civile con l’avvocato Luca Scaglione.
Il giudice ha annunciato che depositerà le motivazioni entro 90 giorni, più o meno il tempo che manca alla prescrizione dell’abuso edilizio. Il processo – relativo ad un reato che risale al 2004 – finirà insomma nel nulla, a meno che Galassini non rinunci al ricorso in appello.
La sentenza comunque non lo espone a condanna detentiva: la conversione dei 5 mesi in euro (30 euro al giorno), gli consentirà di pagare la condanna con meno di 11mila euro complessivi. Oltre ai 30mila euro della provvisionale, cioè del primo immediato risarcimento (il Comune ne aveva chiesti 50mila), da completare in separata sede.
Tutto si risolve insomma in una questione di principi, incluso l’ordine del magistrato di demolire l’ampliamento abusivo dell’immobile sede della storica ditta.
A definire le sorti dell’edificio sarà perciò il parallelo procedimento amministrativo: il Comune a suo tempo aveva ordinato il ripristino, ovvero la demolizione ad opera dei Galassini. La demolizione non c’è stata, così il Comune è passato alla seconda fase: la acquisizione al patrimonio pubblico. E’ già accaduto a Formigine, con la villa che l’ex vicepresidente del Consiglio comunale ed esponente del Pdl si è costruito abusivamente in area agricola. Ma come in quel caso la praticabilità di questa acquisizione si fa problematica, trattandosi di un immobile all’interno di una proprietà. E poi anche in questo caso i Galassini si sono giudizialmente opposti alla confisca, per cui non è esclusa una sanatoria.
Come si ricorderà, il 27 dicembre 2004 (dopo un esposto del 16 dicembre) la polizia municipale effettuò un sopralluogo. E il 23, prima del sopralluogo, la stessa ditta aveva presentato istanza di permesso in sanatoria per opere già realizzate abusivamente (ampliamento) e in difformità dall’originario titolo (uffici e magazzini). «Tali opere – spiegava il Comune – consistevano proprio in quegli interventi poi evidenziati nei sopralluoghi». Dal sopralluogo emerse cioè un ampliamento del capannone sul lato ovest per 46 metri e cambi di destinazione d’uso con modificazioni interne nella palazzina uffici. Il 22 agosto 2006 l’amministrazione ha emesso il diniego definitivo alla sanatoria richiesta e il 20 ottobre 2006 ha emesso specifica ordinanza per la demolizione delle opere abusivamente realizzate (capannone).
La vicenda ha registrato anche i ricorsi al Tar della ditta Galassini. E, a margine, nel dicembre 2006, la sospensione per 30 giorni dell’ex comandante della polizia municipale, Ulisse Ruggeri, sul presupposto (contestato) che non avesse adempiuto adeguatamente ai suoi doveri d’ufficio durante le indagini affidate al suo ufficio. Su questa specifica vicenda, che vedeva coinvolti con Ruggeri altri tre dipendenti del Comune, erano state avviate infatti indagini interne al Comune. E la Procura a sua volta aveva avviato ulteriori indagini, che non risultano ancora concluse.
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Ma non l’hanno ancora messo in galera Galassini con tutto che ha fatto sino ad ora? Allora aspettano che se ne vada per vecchiaia!.