Replica della Bertoni ai giudizi di Paltrinieri sulle liste vignolesi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Cari amici,

vincendo la mia ritrosia nell’ingaggiare dibattiti telematici, ho pensato bene di rispondere all’articolo di Andrea Paltrinieri,
e ai suoi giudizi alquanto opinabili sulla presentazione delle liste ( http://amarevignola.wordpress.com/2009/05/18/liste-e-candidati-a-sindaco-alle-elezioni-amministrative-2009-di-vignola/#comments)

Andrea mi ha però risposto che la mia replica non può essere messa in pagina iniziale in quanto la sua scelta durante la campagna elettorale è quella di non dare spazio ai politici…..

Ho pensato di inviarvela per amor di chiarezza e precisione.

La trovate anche sul blog suddetto, ma solo come commento al suo articolo ormai troppo datato perchè qualcuno vada a leggere i commenti.

Romina Bertoni

Caro Andrea.

Ti scrivo per aggiungere qualcosa che credo sia stato dimenticato nel tuo argomentare sul tema liste, sinistra e quant’altro. Cercherò di andare con ordine separando le precisazioni dalle considerazioni.

COMUNISTI

Tu dici, a proposito della vicenda di Mauro Molinari che “La mia impressione è che qui siano di più i contenitori che i contenuti–i personalismi prevalgono sulle differenze di programma.” Tralasci un dettaglio che credo cambi molto la prospettiva con la quale tu rappresenti la spaccatura a sinistra: Mauro Molinari non è fuoriuscito dal partito, ne è stato espulso (lo sai) con una decisione congiunta del Circolo di Vignola e della Federazione di Modena, come testimoniato da diversi articoli di giornale nonché da una tua dichiarazione che ritrovo sul sito di Vignolaperme e che allego.

«Molinari non convince neanche se stesso». Sono queste le parole con le quali Andrea Paltrinieri, capogruppo dei Ds in consiglio comunale, inizia la propria replica al consigliere di Prc Mauro Molinari, passato dalla maggioranza all’opposizione e autore di dichiarazioni critiche nei giorni scorsi contro l’amministrazione, per il modo in cui è stata formata la nuova Giunta. «Il consigliere Mauro Molinari – attacca Paltrinieri – insiste nella polemica nei confronti del sindaco e della maggioranza consiliare, dopo che l’assessore Orlando è stato sostituito con Lorena Terzi, di Prc, che lui stesso ha indicato al sindaco con una lettera da lui firmata (evidentemente l’uomo è in contraddizione con se stesso!)». «Vista la pochezza degli argomenti non varrebbe la pena replicare. Quando però si distorce la realtà la replica è d’obbligo. E replicare, in questo caso, è abbastanza semplice poiché non si tratta di contrapporre opinioni ad opinioni. Per evitare una discussione inconcludente si deve partire dagli atti, dalle cose fatte. […]Certo è che fino ad ora dal consigliere Molinari non è arrivata una sola proposta concreta su questi temi. Che cominci ora è comunque una cosa positiva». (m.ped.) Gazzetta di Modena, 5.11.2006 Pagina 23 – Provincia «Molinari in errore» Vignola Giunta: Paltrinieri, Ds, accusa

Mauro, infatti, ha deciso di non riconoscere una decisione che era stata presa dal circolo e dalla Federazione, disconoscendo il nuovo Assessore di Rifondazione Comunista che all’epoca era Lorena Terzi. La federazione e il circolo hanno quindi chiesto a Mauro di dimettersi, come prassi vuole quando qualcuno fuoriesce (vedi recentemente all’assessore regionale Guido Pasi passato alla Sinistra) o viene espulso dal partito: questo perché i cittadini hanno eletto un rappresentante del Prc non Mauro Molinari. Noi crediamo molto nell’idea che sia il partito nelle istituzioni e che noi siamo lì per spirito di servizio; è per questo che credo rimaniamo uno dei piccoli partiti che versa il 50 per cento dell’indennità al partito stesso, qualunque essa sia. Molinari ha scelto il gruppo misto, e ha poi chiesto di poter rientrare in Prc, e ha avuto una risposta di rigore: dimettersi dal consiglio, riconoscere la nostra collocazione al governo (scelta fatta dal direttivo di Vignola, di cui io per scelta in seguito non ho mai fatto parte perché sostenitrice convinta dell’idea che un assessore deve essere controllato dal partito e non può quindi votare scelte che bene o male possono coinvolgerlo direttamente) e ricominciare da compagno di base (questo perché per svariati anni ha svolto il ruolo di segretario di Circolo). Mauro queste condizioni non le ha mai accettate e così ognuno è andato legittimamente per la sua strada. Nessun personalismo dunque, ma le elementari regole democratiche interne ad un partito, che si basano su etica e coerenza.

Tu Dici “Comunisti per Vignola che racchiude una parte dello “zoccolo duro” del PRC vignolese”. Non capisco come puoi definire zoccolo duro di Rifondazione Comunista persone che non hanno partecipato al congresso del partito del 2008, che non hanno la tessera da almeno 2 anni e che non riconoscono nei momenti democratici di un partito i momenti di decisione collettiva. Se poi si dà un’accezione per zoccolo duro legata alla collocazione rispetto al PD, questa non fa parte delle precisazioni ma delle considerazioni che per facilità inserisco qui. Il Prc ha deciso a Chianciano nel luglio scorso, in occasione del congresso, di valutare caso per caso e sul programma la sua collocazione rispetto al Pd, nonostante ovviamente siano evidenti sia a livello nazionale che a quello locale diversità e divergenze, criticità e difficoltà. Ciò nonostante il partito (e ci tengo a dire che di PRC ce n’è uno solo che ha il simbolo e che non l’ha svenduto né prestato a nessuno… ) si è confrontato con il Pd locale, quando ancora facevi parte della segreteria, e ha trovato sufficienti convergenze per proseguire l’esperienza di coalizione. Tu lo sai. Riporto una parte del nostro comunicato all’indomani dell’accordo con il centrosinistra che puoi trovare anche sul mio sito: “Ma è importante precisare che questa scelta è stata dettata anche dall’inusitata proliferazione di liste civiche, molte delle quali autoreferenti e prive di un orizzonte certo e di uno spirito di coalizione, necessario per chi voglia governare una città complessa quale è Vignola. L’idea di rispondere a una complessità di problematiche del territorio con una moltitudine di liste non lavora per la risoluzione di tali problemi. In egual modo sono poco funzionali a tale scopo liste generaliste che fanno del no a qualcosa il proprio programma elettorale. In ragione di ciò l’unica via percorribile è la rettifica dell’operato della coalizione, che questi problemi li ha affrontati fuor di chiacchiera, la quale si deve mostrare capace di rafforzare le esperienze positive e di osservare le cose fatte per non ripetere gli errori commessi.” Il Prc di Vignola (e per parlare a nome di un partito a me hanno insegnato che occorre almeno averne la tessera, se non anche una delega) ha quindi scelto la sfida di essere partito di lotta e di governo. Ovviamente ognuno può valutare diversamente, ma non lo definirei zoccolo duro, perché dall’altra parte sembra ci sia un ventre molle…

A SINISTRA, A SINISTRA!

Hai citato nelle tue valutazioni sullo tsunami del 2008 tutti i rappresentanti di lista della sinistra, omettendo il capolista di Rifondazione Comunista che è la sottoscritta. Questo credo non rappresenti una giusta informazione per chi frequenta il tuo blog. Oltre a ciò tu affibbi a tua discrezione l’etichetta di ‘bufala’ o di verità ai programmi presentati. E se ciò è lecito (è il tuo blog), molte volte la rettifica è necessaria. Mi pare che nel tuo individuare una sola forza politica di sinistra attenta all’ambientalismo, alla trasparenza, alla democrazia partecipata a Vignola tu abbia distrattamente dimenticato di una pratica che PRC ha portato avanti in questi ultimi anni. Nel programma del PRC che come partito abbiamo spedito a casa in tempi ormai remoti, ossia più di due mesi fa, vi sono una serie di tematiche per noi importanti e condensate in piccoli spot per permettere anche ai meno attenti in poco tempo di capire chi siamo e dove vogliamo andare. Le tue affermazioni sulla lista Vignola Cambia    quali  “Propone maggiore attenzione ai temi ambientali e della solidarietà’ o  “più forte democrazia locale (è l’unica lista che nel programma dedica un capitolo a questo tema!” )” stride col silenzio sul programma del PRC nel quale, come è facile leggere, sia le politiche ambientali che la solidarietà sono, insieme ad alcuni temi sociali, le stelle polari del nostro agire politico. Fummo i primi a lanciare lo slogan Vignola solidale, sicura e sostenibile, mettendo su facebook un gruppo per veicolare il programma stesso e per discutere di questi temi. Gruppo al quale anche tu per un certo periodo aderisti. Dal tuo blog sembra che noi, sinistra storica non abbiamo contenuti e siamo interessati ai contenitori. Sai bene che non è così. Mi sono sempre interessata di diritti e migranti, facendo anche parte per diversi anni della Commissione nazionale sull’Immigrazione del PRC e faccio fatica a credere (nonostante il tuo punto esclamativo) che tu ritenga i soli candidati di Vignola cambia come i soli detentori dei valori della trasparenza e della partecipazione alla cosa pubblica. Nei due anni in cui ho fatto l’assessore non solo ho teorizzato (ad esempio nelle relazioni che sono pubbliche) la necessità di una maggiore trasparenza e di un maggior coinvolgimento di cittadini e associazioni, ma ammetterai che l’ho anche pratica. Anche tu c’eri a Vignola. Certo, con tanti errori, mille possibili miglioramenti, ma credo di aver lavorato a stretto contatto con tutte le associazioni che si sono rivolte all’amministrazione e talvolta di esserle andata a cercare, come nel caso delle associazioni che si occupano di disagio mentale; di aver rispettato sempre tutti i tempi nelle risposte alle interrogazioni che erano di mia competenza e lavorato per sollecitare certezza dei tempi nelle risposte dell’amministrazione. Nelle mie deleghe ho cercato di introdurre strumenti di partecipazione, cercando di praticare il maggior coinvolgimento dal basso possibile: ad esempio gestendo il bilancio del comitato gemellaggi con decisioni prese da un organismo di cui io come assessore non faccio parte, ossia l’esecutivo. Come Prc abbiamo deciso di presidiare certi valori, certi ideali, in continuità con il nostro operato nell’amministrazione uscente. Ci siamo battuti per incrementare la percentuale di affitto agevolato negli spazi dell’Ex Sipe, riuscendo a portare a casa un risultato soddisfacente. Politiche lavorative, diritti dei lavoratori: ci siamo battuti e abbiamo lavorato per un potenziamento dell’organico della biblioteca, un’internalizzazione del servizio di catalogazione, una separatezza dei servizi Cultura ed Eventi perché sinceramente convinti nella centralità dei lavoratori e dei loro diritti, della cultura intesa non solo come manifestazioni e della biblioteca come cuore di una città. Ancora, anche con la presenza del PRC nell’amministrazione uscente si è dato attuazione ad una delibera di consiglio che chiedeva a Vignola di impegnarsi sul tema dell’equo e solidale e che quando sono arrivata (2007) nonostante fosse del 2005 rimaneva lettera morta. Oggi invece Vignola è Citta Equo e solidale. Ci siamo battuti per questi temi non per inserirli in un deplinat elettorale (da cui vedrai sono completamente assenti) ma perché convinti della giustezza delle cause.

C’è dunque qualcosa che cozza, nei fatti, con la tua definizione di un partito contenitore privo di contenuti. Tutte queste cose citate, tu le conosci bene.

DENTRO/FUORI

Io, che davvero non credo ai personalismi, ho fatto la scelta di restare dentro, più difficile a mio giudizio del chiamarsi fuori. Scelta motivata dal fatto che lo tsunami di cui parli non ha colpito solo la sinistra, ma anche il PD, e che quindi si rischia di lasciare Vignola alla destra. E questa idea è per me un vento freddo che gela il sangue, perché rischia di scacciare persone e valori che credono nella legalità, nell’antifascismo, nella tolleranza, nell’uguaglianza, e spalancare le porte a partiti xenofobi, razzisti e destroidi. Ciascuno modula il suo impegno nel cercare di fermare questo vento come crede. Chi sta dentro, chi sta fuori, chi ai margini. A ognuno di scegliere il proprio modo di fare politica…


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6 Commenti

  1. Una sola osservazione su un punto che ritengo importante. Si può usare una formulazione diversa, ma la sostanzia non cambia. La spaccatura del PRC a Vignola è nella sostanza delle cose, è un dato di realtà. Non è attribuibile all’osservatore. Che Mauro Molinari in 15 giorni abbia raccolto, in modo ASSOLUTAMENTE AUTONOMO, più di 200 firme a sostegno della sua lista testimonia del “capitale” di relazioni sociali che ha accumulato nella sua lunga militanza. Le difficoltà del PRC di Vignola sono evidenziate anche dalla difficoltà di formazione della lista. Quanti cittadini vignolesi (con residenza a Vignola) troviamo nella lista del PRC di Vignola? Insomma, mi sembra di essere stato sufficientemente oggettivo su questo punto. Come ho risposto a Romina, persona che stimo, descrivere questi fatti NON vuol dire dare giudizi, fare valutazioni sulle persone.

  2. Salve a tutti

    la sola ed unica ragione per la quale questo carteggio è stato inviato ai blog , alle sedi telematiche, e a ogni possibile referente politico interessato a questa tornata Vignolese, è legato al fatto che nel suddetto blog di Andrea Paltrinieri non ha trovato spazio come discussione autonoma, abbastanza doverosa, per scelta non opinabile da parte del titolare del blog. Nella originaria discussione inerente alla presentazione delle liste, non vi è stata alcuna menzione all’operato del PRC e dell’assessore Bertoni.
    Buon senso avrebbe voluto, come Montanelli insegnava ( vanamente ) dalle colonne del Corriere della Sera, che una presentazione parziale di un programma, chiami una rettifica doverosa, che le riservi lo stesso ampio spazio, per amore di dialettica.
    La rettifica è invece stata inserita nei commenti ‘datati’, sortendo l’effetto di determianre una sordina e , dunque, una non completa informazione.

    La motivazione di tutto ciò è stata quella di ‘non dare spazio ai politici’ . Motivazione clamorosamente contraddetta da post recenti e di primo piano quali ad esempio http://amarevignola.wordpress.com/2009/05/19/vignola-citta-europea-anche-per-i-disabili/#more-2153

    Il fatto che questo, ed altri blog abbiano gentilmente dato a questa rettifica lo spazio che meritava in una campagna elettorale cosi’ accesa, dimostra che l’adagio ‘E’ la stampa, bellezza! ancora oggi vale, e resiste alle parzialità e alle distratte omissioni.

    Un saluto cordiale

    Maurizio

    1. Spiace vedere come per cercare di sostenere le proprie ragioni si arrivi a raccontare balle. Il post “Vignola città europea anche per i disabili” è un post che ho scritto personalmente. Dunque nessuna contraddizione. E’ evidente che il blog di Vignola per me ha una “linea editoriale” diversa dal blog AmareVignola. Scelte legittime dei rispettivi creatori e/o comitati di redazione. Proprio perché la campagna elettorale è – giustamente – accesa, occorrerebbe avere la capacità di mantenere i nervi saldi.

  3. Caro Andrea

    Riprendo la querelle , e poi la finisco, correndo il rischio di annoiare me, te, ma sopratutto i frequentatori di questo blog.
    La questione da me sollevata era di merito, di forma, di modus operandi. Tu mi accusi signorilmente di dire ‘balle’ ( e non è per questo che ti accuso di avere nervi poco saldi…non fa parte del mio costume..) , perchè colgo nel tuo argomentare una omissione, che spesso è una modalità diversa di filtrare la realtà.

    Tu hai semplicemente omesso di dire alcune cose nel merito dell’operato di Romina Bertoni. La quale, semplicemente ti ha chiesto di sopperire a questo in modo equilibrato.
    ( Ricordi il tempo in a Repubblica gli ottimi d’Avanzo e Bonini inziarono la loro splendida inchiesta sull’affare Telecom Serbia? Solevano, in prima pagina , apporre le rettifiche dei chiamati in causa) Chiedeva cioè R egual spazio alla rettifica. Hai scelto di dire no, riservando ( scelta più che legittima.. ) di attribuire virtù di sinistra solamente ad una lista che, a tutt’oggi, si sta proponendo, non avendo governato. E nessuno mette in dubbio i buoni propositi tuoi, o della lista. L’omissione stava a monte.

    Hai fatto una scelta.

    La dimostrazione della giusta scelta di questa mia mail, è provata dal fatto che molti ( davvero molti) hanno scritto , testimoniando come quel ‘pezzo mancante’ fosse bene aggiungerlo come doverosa integrazione, e non come commento ormai fuori dal giusto tempo. Dunque appannato.
    E ancor più lo dimostra il fatto che hai dato pubblica risposta qua, in un blog che a differenza di te ha dato alla replica notizia il giusto spazio. Più qua dove la notizia è viva, che non sul tuo blog, nel quale hai omesso ( ovviamente distrattamente ) ciò che poi hai reintergrato in un tempo post datato.

    La differenza essenziale , che ti è sfuggita, è che io ho dato un giudizio di forma ( non si omettono dati per poi reintegrarli in maniera tardiva, trincerandosi dietro ad un arbitario ‘ questo è il mio blog’, da tue testuali parole.)
    Tu, non appena hai visto la questione da te ‘ celata’ comparire altrove, sei corso a replicare non già nel merito, ma approfondendo i dettagli del post stesso ( cifre, dati, candidati).

    Infine, sul pezzo, ribatto alla tua osservazione, anche se davvero è con Romina che avressti dovuto dibattere ( magari da subito, senza far scivolare la sua replica nel post datato). Sulla provenienza dei candidati, ricordo che ci fu qualcuno che al tempo delle primarie del PD obbiettò che Luca Gozzoli ‘ non era di Vignola’, e qualcun altro soleva ribattere, a sua difesa, che questo non è davvero importante.
    Tu ricordi chi era quella persona?
    Io si.

    Dette tutte queste cose, che si possono dire ora e subito perchè commento ad una notizia che ha avuto ( qua ) il giusto spazio, due sole cose, come commento personale.

    1 Leggere il tuo blog, notare l’appoggio ( più che legittimo, non mi fraintendere!) ad una lista, inviare ad essa con un link, nonchè sostenerla in modo valido come tu sai ben fare, e dopo affermare che ‘ non dai spazio ai politici’ o che non si tratta di un appoggio ma di una semplice linea editoriale, appare una verità autocefala.
    Vale a dire alla quale crede solo l’autore che la emana.
    Anche Emilio Fede soleva dire che lui non faceva campagna per l’attuale premier. semplicemente ‘dirigeva il tg4 come meglio credeva’

    2 Nel Talmud ( e dopo le elezioni tirerò fuori il giusto versetto, perchè non cito mai a caso, ma non ora perchè questa discussione ha termine qua)
    si dice di quel Rabbino il quale, dovendo presenziare alla pubblica assemblea dice più o meno ‘ Mentre leggevo la lista degli oratori, ho dimenticato la voce di colui che sovente mi attacca e mi incalza. Poichè si tratta di questioni assai importanti, Dio mi scampi dalla maldicenza che lo voglio nascondere. Dunque parli per primo.’

    Ecco, una cosa così.

    Ciao

    Con i nervi saldi più che mai

    P.s un saluto davvero grato a chi gentilmente ha ospitato questa minima discussione

    Maurizio

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