è tutta in salita per il Partito Democratico a Vignola
Nella seduta consiliare di martedì 26 Giugno, si è palesato il disagio del gruppo della Margherita, che già era nell’aria da alcuni mesi.
Sulla votazione di una delibera, che vedeva diverse e importanti variazioni al piano triennale (2007-2009) delle opere pubbliche, la Capogruppo della Margherita Graziella Bergonzini (seguita da un suo consigliere) ha votato sfavorevolmente lamentando una mancato coinvolgimento del suo gruppo nelle scelte attuate dalla Giunta.
Il presidente del consiglio Guido Mescoli (anch’esso consigliere della Margherita), che normalmente non vota (ma ne ha la facoltà), è dovuto intervenire esprimendo nella sua dichiarazione di voto il parere favorevole, battibeccando con il suo Capogruppo.
Peccato per l’assenza del Sindaco Adani: sarebbe stato interessante sentire il suo intervento in proposito. Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane…..
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La cosa bella è che nessuno dei due schieramenti fa nulla nemmeno per tentare di nascondere che le ragioni del loro litigio risiedono esclusivamente in motivi di procedura interna alla coalizione, di rapporti di potere e di giochi di forza, senza nessun riferimento ai problemi concreti di Vignola e dell’Unione. Non criticano l’una piuttosto che l’altra decisione perchè non positiva per la comunità locale, ma perchè è stata adottata senza consultare l’alleato o senza collegialità.
Temo che il sistema politico, oramai, sia sempre più distaccato dalla realtà e del tutto autoreferenziale. Ai Vignolesi non frega niente se quelli dei DS e della Margherita si stanno simpatici a vicenda o vanno a cena insieme, vorrebbero solo che arrivassero decisioni buone.
Poi ci sono tante domande che sorgono spontanee, ad esempio dove erano quelli della Margherita quando il Comune deliberava di buttare sostanzialmente via 40.000 euro per un inutile “studio” sul traffico? Dico la Margherita perchè ora parliamo di questo schieramento ma anche i DS sono uguali.
Ad ogni modo la Margherita se voleva farsi rispettare doveva piantare il chiodo quando le hanno chiesto la testa di Morselli che, discutibile quanto si voglia, aveva fatto molto nei primi anni dell’amministrazione. Visto che si è fatta schiacciare dai DS in quell’episodio, è normale che ora continuino a metterle i piedi in testa.
Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura
Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico
Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali
Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.
Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.