la nuova giunta, l’opposizione e i problemi di Vignola

Con questo rimpasto di giunta, la politica vignolese
ha toccato il fondo di una pessima situazione che si protrae oramai
da alcuni anni, tanto che si può dire che a Vignola non siamo
mai stati messi così male, a livello di amministrazione
locale, dall’ultimo dopoguerra. Coloro che governano, infatti, lo
fanno in modo pessimo, prendendo decisioni dannose per Vignola e
facendolo spesso anche con presunzione e arroganza, mentre la famosa
“opposizione”, cioè quelli che dovrebbero controllare,
intervenire, mettere in evidenza i problemi e gli errori non fanno
niente, sembra che non esistano
.

Per i Vignolesi, lo stillicidio di dichiarazioni,
prese di posizione, arroccamenti, ripiegamenti riguardo alla crisi
della Giunta Comunale a cui hanno assistito negli ultimi mesi è
stato veramente fastidioso e, già dopo poco tempo, estenuante.
Sembrava di essere nel film di Max Ophuls La Ronde, visti i
tanti giri di valzer e cambiamenti di prospettiva. Il disorientamento
di tutti è poi presto diventato straniamento; non serve
organizzare corsi di storia multimediale e serate sugli anni ’70 per
combattere il disamore verso la politica da parte dei cittadini se
poi gli esponenti di partito, ma ancor di più i loro accoliti,
si prestano a battibecchi da reality show,
scimmittando una televisione che oramai non è più in
grado di dare, e dire, niente a nessuno.

I partiti della maggioranza, con lo statico
beneplacito dell’opposizione, hanno combattuto una piccola guerra
intestina per cercare di posizionare al meglio le loro pedine; alla
fine, in capo alle persone evidentemente “predestinate” a
future alte cariche sono state accumulate molteplici deleghe di varia
natura come trampolino di lancio verso le elezioni del 2009
, senza
considerare più di tanto le competenze di quelle stesse
persone. Le decisioni importanti per le attività di tutti i
giorni sono state tenute in scacco da interessi di bottega e,
perdipiù, ne è venuto fuori un pasticcio che ha provocato
ulteriori frizioni e rinnegamenti, vedi il caso dell’Assessore Terzi
sconfessata dal segretario del suo stesso partito Rifondazione
Comunista.

Nessuno, poi, ha spiegato ai Vignolesi perchè
sia stato necessario buttar via le competenze accumulate dagli
assessori in questi primi due anni di governo locale. Una persona, ad
esempio, che nella vita reale ha avuto un lavoro vero, che ha saputo
svolgere con serietà ed efficienza, come la Carla Franchini, è
stata spostata dallo sport alla polizia municipale, due settori che
non hanno alcuna attinenza l’uno con l’altro. Quali sono le ragioni
per far ricominciare da zero una persona che frattanto aveva
acquisito una sua esperienza concreta e una utile rete di contatti in
un determinato ambito? Solamente la necessità di accontentare
le ragioni di questo o quel partitino, alla bella faccia
dell’efficienza, della competenza, della serietà. Ci si chiede
anche che cosa possa contare un politico che, ogni due anni, si
presta ad essere sbattuto con leggiadria da un settore ad un altro e
ci si domanda se siano veramente queste le persone che decidono,
quelle che prendono le decisioni su Vignola.

Ciò che è più torbido e
irrispettoso della comunità è comunque stato mascherare
un tale impantanamento come una normale “verifica” di metà
legislatura, neanche fossimo negli Stati Uniti alle elezioni di medio
termine. Favoloso poi che il sindaco Adani abbia detto che le ragioni
dell’allontamento di Morselli e Orlando risiederebbero nel fatto che,
entrambi, a suo dire erano inefficienti e non dedicavano abbastanza
tempo alla cosa pubblica. Morselli, peraltro, è stato
vice-sindaco per due anni. Ma allora, ci si domanda, perchè li
avete tenuti per due anni, in posti di enorme responsabilità e
fiducia
, se non facevano niente? Se questo è vero, allora
avete fallito tutti come giunta e prima di permettervi di rimettere
le mani sulla cosa dovete sottoporvi nuovamente al giudizio degli
elettori.

I nuovi assessori, comunque, non garantiscono
assolutamente quelle qualità di competenza, incisività
e potere di intervento di cui ha bisogno Vignola
al giorno d’oggi.

Negli ultimi anni sono state prese tantissime scelte sbagliate, che
hanno portato ad un impoverimento abissale di Vignola, che non ha più
niente, avendo perso importanti rami dell’Ospedale, come quello di
ginecologia, il Tribunale, le sue radio private dove si sono formati
tanti giovani giornalisti, tanti spazi verdi per le famiglie e lo
sport, tolti per fare improbabili palazzetti dello sport, biblioteche
pretenziose, nuove ali di istituti di formazione, alla faccia della
diminuzione della popolazione scolastica, e grandi industrie in grado
di offrire lavoro in loco. C’è da combattere giorno per giorno
affinchè il nostro territorio non sia spogliato, non sia
tolto, ad esempio, anche l’Ufficio del Giudice di Pace di cui si è
recentemente proposta la soppressione. C’è bisogno di coraggio
e di ripensare molte scelte degli ultimi anni, fatte con troppa
presunzione e con una immagine di “Vignola – città” in
mente che è molto più velleitaria che reale e che
nessuno, salvo qualche raro esaltato, vuole veramente, dal momento
che tutti i Vignolesi amano Vignola proprio per non essere una città
ma un meraviglioso misto di città e campagna che è la
soluzione migliore per la vivibilità quotidiana.

In questo quadro desolato
e desolante, è stato forte il silenzio dell’opposizione, che è probabilmente la vera colpevole del
degrado politico-amministrativo attuale. L’unico intervento che gli esponenti dei partiti non
al governo sono stati capaci di fare è stato quello sul
mancato ripristino delle bacheche in corso Italia, un moto dell’animo
che sembra provenire direttamente dal secolo scorso ed al quale
probabilmente farà seguito la proposta di regalare a tutti i
Vignolesi un pallottoliere per evitare di rimanere vittime dell’euro.
Per il resto nessuno, dei non così pochi consiglieri di
minoranza, ha detto nulla. Evidentemente anche a loro va bene tutto
così o comunque non hanno nè la voglia nè la capacità di far nulla.

Questa situazione, alla fine, conforta la idea di base di VignolaPerMe che parte dalla
constatazione della necessità, di fronte al degrado totale
della politica, che siano a questo punto i cittadini a consorziarsi
per fare quel minimo che la politica “alta” non è più
in grado, da tempo, di riuscire a garantire. Mala tempora currunt,
cerchiamo di darci da fare perchè qui nessuno dei politici
locali, né tra quelli della nuova giunta né tra quelli
della minoranza, è in grado di fare nulla di utile per
risanare Vignola e l’episodio, ultimo, di formazione della nuova giunta, sia nel metodo che nei risultati, lo conferma solamente.

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Un commento

  1. Ci vuole coraggio
    Ritengo che, come avviene nei rapporti che si basano principalmente sulla fiducia (ad esempio tra editore e direttore di un giornale o tra imprenditore e dirigente), ci stia benissimo che il sindaco, persa la fiducia nel suo vice, decida di accantonarlo.

    A volte, però, servirebbe anche il senso di autocritica e, quando le cose non vanno bene, a prescindere da ogni forma concreta di responsabilità personale, se si è titolari di un progetto ecco che non suonerebbero male nemmeno le dimissioni (che poi possono essere anche rigettate) che rappresentano in ogni caso un segno di maturità e di oggettività.

    Purtroppo, la poltrona del potere, anche se locale, fa sempre gola e alzarsi da lì non è mai facile.

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