I problemi di Borgo Nizzola

Salute e sicurezza sono solo spot elettorali per le amministrazioni: Comune di Castelvetro, Provincia di Modena e Regione Emilia Romagna si spalleggiano l’un l’altro e non risolvono il problema delle famiglie residenti al BORGO NIZZOLA.Ormai è da tempo che i cittadini residenti nel Borgo Nizzola, a ridosso della Strada provinciale n° 569 tra le frazioni di Solignano Nuovo e Cà di Sola del Comune di Castelvetro, hanno segnalato alle amministrazioni locali (Comune, Provincia di Modena e Regione Emilia Romagna) la condizione di pericolo in cui vivono.Le problematiche, sia per la salute sia per la sicurezza, peraltro condivise dagli stessi Enti in sede di riunioni ottenute a fatica, sono dovute all’elevato traffico ad alta velocità, spesso non controllata, di autotreni, autoarticolati, autovetture e motocicli; nonostante la suddetta strada sia stata declassata a provinciale, come ben noto, è attualmente un’arteria principale di collegamento dell’area industriali e residenziali presenti nel circondario.Una campagna di misure fonometriche effettuata da ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) ha verificato il superamento dei limiti di legge dei livelli acustici notturni; si sottolinea che gli indici di verifica (Livelli equivalenti) sono medie di medie di medie dei valori misurati; pensate al rumore puntuale a cui sono sottoposti le famiglie durante il giorno, ma soprattutto al disturbo arrecato di notte nel momento del riposo-rigenerante dopo una dura giornata lavorativa o di studio.Se poi si considera, visto che i giardini delle case sono a ridosso della strada, che è già capitato di trovarsi un camioncino parcheggiato di fianco all’altalena dei bambini (meglio riderci sopra – ribaltato a ridosso delle siepi e per fortuna accaduto di notte). Provate a pensare se fosse successo di giorno con i bambini a giocare nel giardino e non fosse stato un semplice camion, ma uno degli innumerevoli TIR stracarichi che spesso si intraversano in mezzo alla strada o finiscono nel fosso al semplice comparire della neve, bloccando tutta la viabilità.A questo si aggiunge che le fermate dello scuola bus e della corriera sono invisibili: segnalate solo da un nudo cartello piantato a bordo della strada, senza aree di fermata segnalate e protette, senza un marciapiede per raggiungerle ed attraversamenti pedonali.Questo comporta che chi può, va a lavorare ed accompagna i figli a scuola in macchina, ma quando non è possibile? Fareste camminare i vostri figli sul bordo del fosso in prossimità del ciglio della strada con i TIR che sfrecciano a 80 Km/h, li lascereste sotto acqua o neve in attesa dell’arrivo del mezzo pubblico; e ancor peggio li lascereste salire o scendere quasi in mezzo la strada o fargliela attraversare per raggiungere casa. In questo contesto bisogna ringraziare quei volenterosi autisti che a loro rischio e pericolo cercano di effettuare il servizio nel miglior modo possibile, in questa situazione disagevole anche per loro.
Ma la solidarietà deve essere sempre l’unica speranza dei cittadini. Nonostante fosse già stato più volte promesso verbalmente di valutare gli interventi più appropriati, solo a forza di insistere, si è ottenuta una risposta scritta, ormai nel lontano novembre del 2005, il cui risultato è stato il medesimo: a tutt’oggi non si è mosso o visto nessuno.
In quello scritto della Provincia si era promesso che sarebbero stati fatti dei sopralluoghi per valutare gli interventi almeno per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza, mentre per gli aspetti relativi all’inquinamento acustico si rimandava ad una legge del 2000 che prevedeva di redarre piani provinciali di risanamento entro 18 mesi dall’entrata in vigore, da concordare con i Comuni e la Regione.
Probabilmente la salute dei cittadini è un elemento giurisprudenziale e non tecnico, visto che lo stesso Ente tecnico di controllo regionale (ARPA) ne ha verificato la necessità.A questo punto ci si domanda: perché quanto è coinvolto un ente privato le cose si riescono a fare?
Perché i cittadini devono rimbalzare per anni da una amministrazione e l’altra e quando riescono, con volontà e fatica, a districarsi tre le diverse maglie burocratiche e di responsabilità, il risultato è lo stesso: immobilismo.
Si vede che bisogna sempre aspettare che succeda qualcosa di grave prima che si muovano le amministrazioni … Almeno ai funerali vengono a fare presenza! Articolo Gazzetta di Modena 1 marzo 2006 “Traffico, salvate il Borgo Nizzola”
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perchè non mettere almeno un paio di limitatori?
E per fortuna che in Italia, dal dopoguerra ad oggi, si è sviluppata una urbanistica rigorosa, efficace, oramai irrinunciabile, utile a prevenire i problemi più che a risolverli… Questo almeno nelle parole dei politici, nei fatti il famoso "governo del territorio" è evidentemente un vero e proprio malgoverno se poi si arrivano a generare situazioni del genere, in un posto che – va ricordato – è di recentissima urbanizzazione.
A parte questa considerazione di carattere generale, stupisce che nel caso in questione non abbiano pensato, ad esempio, almeno a mettere dei limitatori di velocità, quei rilievi posti lungo tutto l’arco della carreggiata che inducono necessariamente i veicoli a rallentare. In questo modo si recupererebbe un bel po’ di sicurezza ed anche un po’ di "acustica".
Mettere limitatori di questo genere non costa certamente come realizzare un sottopassaggio o una strada alternativa, si potrebbe fare anche immediatamente e renderebbe questo tratto di strada molto più consono alla sua natura residenziale.
limitatori di velocià e controlli
Effettivamente la soluzione dei limitatori di velocità può svolgere una importante funzione. A questi andrebbe abbinato un diffuso controllo da parte delle forze dell’ordine. Tutto ciò dovrebbe essere adeguatamente segnalato con appositi cartelli (come d’altra parte previsto dalle normative). Si dovrebbe insomma creare una situazione per cui gli autotrasportari in particolare e gli automobilisti in genere, sanno che certamente transitando per quella strada devono obbgliatoriamente rallentare per ragioni fisiche (presenza dei limitatori) e per non incorrere in sanzioni (presenza di autovelox).