Occidente e Islam…

Riporto pressochè “testualmente” alcune delle parole che Don Claudio Crescimanno ha detto all’Istituto Paradisi di Vignola nella serata del 25 gennaio 2006 alla quale ho avuto il piacere di partecipare.

L’Occidente e l’Islam sono due mondi contrapposti. Gli unici a cercare il dialogo sono i cattolici. La filosofia nell’Islam è sempre marginale, non ha nessun concetto di legge naturale e di diritti dell’essere umano; il termine muslim, infatti, significa sottomesso. Coi cristiani non cattolici possiamo dialogare sulla base del Vangelo, con gli ebrei sulla base del solo Antico Testamento, con tutti gli altri uomini sulla base della comune ragione; ma con i musulmani neanche con quest’ultima, perchè seguono solo il Corano.

Lo scopo finale dei musulmani è di farci diventare un’unica umma, una sola comunità di credenti nell’Islam; con loro perciò possiamo al massimo convivere, non dialogare. Il cosiddetto “Islam moderato” è tale non perchè rifiuti la violenza, ma in quanto non vuole peggiorare la sua immagine internazionale, in base a una valutazione perciò non di valore, bensì di mera opportunità.

Il pluralismo, in realtà, è relativismo. I musulmani hanno paura di noi ma nonostante ciò ha bisogno delle nostre cose, vogliono buttarci giù per appropriarsi delle nostre ricchezze; non vogliono essere contagiati dall’Occidente, ma vogliono goderne i vantaggi, hanno paura del contagio e allo stesso tempo fame dei nostri beni. Le sirene dell’irenismo fanno ridere. Non dobbiamo essere così ingenui da dare luoghi di preghiera ai musulmani, perchè ci rendiamo disprezzabili ai loro occhi; nella loro visione se diamo loro le chiese non crediamo nella nostra fede e perciò degni di disprezzo.

L’Islam è un grimaldello per scardinare gli ultimi residui della fede cristiana, vuole affossare la nostra identità. Oggi ci troviamo come 1500 anni fa di fronte ai barbari, quando la Chiesa fu la rete che salvò la civiltà; i nuovi barbari premono alle porte. I musulmani non vogliono integrarsi, bevono l’alcool, mangiano la mortadella, sono disorientati. L’Islam è soprattutto una pratica esteriore, è fatto di gesti meramente pratici, compiuti i quali i musulmani sono già a posto, anche senza adesione interiore, che non vengono dal cuore, come invece la nostra religione.

Siete d’accordo sul modo in cui, nello stesso giorno in cui Papa Benedetto XVI ha pubblicato la sua prima Encilica Dio è Carità, Crescimanno ha svolto il tema del confronto?


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2 Commenti

  1. L’importante è cercare il dialogo
    Mi spiace ma non posso che dissentire con quanto detto con quanto affermato da Don Claudio Crescimanno.
    Non è vero che i musulmani non vogliono un dialogo. E parlo per esperienza personale: ho due amici musulmani, uno vive in Italia (a Udine) e l’altro a Mouscron (in Belgio). Sono due persone straordinarie, con cui mi sono confrontata molte volte su tantissimi argomenti e ne sono uscite delle splendide discussione in cui nessuno ha cercato di fare cambiare idea agli altri ma tutti ne siamo usciti più arricchiti.
    Sono stati entrambi ospiti da me: hanno conosciuto la mia famiglia e chiacchierato con mio papà e mio fratello di calcio. Il ragazzo di Udine, l’ultima volta che è venuto a trovarmi, ha dormito a casa di mio nonno e il giorno dopo li ho trovati seduti al tavolo della cucina che chiacchieravano amabilmente davanti ad un caffè.
    Inoltre, in Belgio (sempre in base alla mia esperienza) sono perfettamente integrati nella comunità: praticano la propria religione rispettando la libertà degli altri individui.
    Un paio d’anni fa con due amici siamo andati a trovare questo ragazzo che vive in Belgio e là ci ha raggiunti quello che vive in Italia.
    Il risultato? Quattro giorni indimenticabili, dove abbiamo conosciuto nuovi amici e siamo stati accolti con affetto e calore.
    Addirittura, uno di loro, insieme alla moglie, ci ha aperto la porta di casa sua, senza conoscerci, semplicemente perchè eravamo amici di un suo amico. Abbiamo passato un giorno a casa sua, chiacchierando con lui e la moglie di musica e religione, cinema e diritti civili e giocando con il suo bambino di un anno.
    Siamo usciti da questa esperienza tutti più ricchi, ognuno ha esposto le proprie idee nel massimo rispetto reciproco e nella più assoluta libertà.
    Non confondiamo chi è musulmano con gli integralisiti e non giudichiamo le persone in base alla loro religione.

  2. Poverina! Già infinokkiata!
    Quante belle parole! Inutili. Potrai avere ragione quando:
    -) Una musulmana puotrà sposare un cattolico senza che lui sia obbligato a rinnegare la sua religione diventando musulmano.
    -) Idem per un musulmano: quando la moglie potrà restare cattolica.
    -) L’educazione religiosa dei figli di questa ipotetica coppia di queste due religioni antagoniste potrà indifferentemente essere fatta nell’una o nell’altra religione.
    -) Quando i musulmani accetteranno che uno di loro diventi cattolico senza tagliargli la gola.
    -) Quando accetteranno che una musulmana può avere figli fuori dal matrimonio.
    -) Quando permetteranno alle donne saudite di prendere la patente e guidare un’auto da sole.
    -) Quando non obietteranno all’abolizione del velo e del burqa.
    – Quando permetteranno la costruzione di chiese cattoliche in Arabia Saudita, visto che loro fanno moschee anche a Roma.

    E per ora mi fermo qua. Quando succederà tutto questo ne riparleremo. Per ora sono di impossibile integrazione.

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