I lavori di costruzione della nuova biblioteca
“Nati per leggere” è un’importante iniziativa della associazione nazionale biblioteche per avvicinare alla lettura i bambini. Da sette mesi tuttavia non solo loro, ma anche gli adulti, sembra che stiano partecipando, almeno qui a Vignola, a una diversa iniziativa che si potrebbe definire “Nati per aspettare”. La Biblioteca Comunale “Francesco Selmi” è infatti chiusa dal 16 giugno 2005 e, già da qualche settimana prima tale data, non è ovviamente più stato possibile per i Vignolesi avere in prestito libri, CD, videocassette o DVD.
La ragione di tale chiusura risiede, almeno formalmente, nella necessità di realizzare la nuova biblioteca vignolese, che andrà a sostituire la vecchia sede di Villa Trenti con un palazzo moderno, appunto in fase di realizzazione nel parchetto immediatamente adiacente e antistante la Chiesa dei frati cappuccini. La biblioteca, va da sè, è una istituzione importante, tanto più in un paese ricco di storia come Vignola, la cui cultura è antichissima e racconta di vari popoli e diverse culture che si sono ivi alternate nel corso del tempo.
Si potrebbe parlare dell’aspetto stilistico-archittettonico della struttura, dall’architetto M. Fontana definito “…non austero…ma, al contrario, accogliente, aperto, invitante, non impattante e perfettamente inserito nel parco” (in effetti l’edificio è “inserito benissimo, visto che è incastrato nel suolo tanto da contenere un piano interrato!), ma devo ammettere l’ignoranza artististica e lascio queste disquisizioni a chi è più competente. Semplicemente dico che il mio personalissimo buon gusto mi lascia perplesso di fronte a un edificio di tali fattezze posto proprio nel bel mezzo di un parco verde inserito tra la bellissima (quella sì!) e storica Villa Trenti e la Chiesa dei frati di via C. Plessi, chiesa che ha una sua importanza nonchè un proprio valore storico. Ci si dimentica (o si ignora) che la biblioteca nasce a Vignola proprio “grazie” al Convento dei Cappuccini in quanto nel 1866, a seguito di una legge che sopprimeva gli ordini religiosi, il Ministero cedeva allla città circa 1700 volumi da lì provenienti.
Occorre sottolineare che, ancora una volta, gli aspetti che rilevano maggiormente sono prettamente di natura pratica (che poi alla fine sono i più importanti) e attengono alle problematiche legate all’utenza. E’ vero che in certi casi il fine giustifica i mezzi, però è pur vero che non si deve esagerare e che la fretta è cattiva consigliera. Il progetto (iniziato nel 1999) doveva concludersi nell’autunno del 2005 con l’inaugurazione ufficiale, ma siamo in pieno inverno e ancora, almeno ufficialmente i cittadini non sanno nulla della data d’inaugurazione reale, basta guardare nel numero di dicembre 2005 di Vignola Informa, il giornalino ufficiale della Giunta, per appurare che qualsiasi informazione utile al riguardo è stata opportunamente omessa.
I progetti legati alle isole tematiche della nuova biblioteca sono sicuramente interessanti e molto utili (cinema, musica, viaggi, cucina, storia locale, bambini ecc…); viene solo da chiedersi se fosse davvero necessario sospendere totalmente i servizi bibliotecari per sette mesi (almeno fino ad ora). Inoltre non è da poco la spesa (un milione di euro) per arredi, strumentazioni e ripristino della viabilità…si parla praticamente di due miliardi di lire a carico dei contribuenti. Forse, prima di prendere queste importanti decisioni, sarebbe utile valutare (ma seriamente) valide alternative, come ad esempio spendere di più per testi, video, cd e, in genere, materiale che effettivamente serve agli utenti e risparmiare qualcosa sui costi di contorno (come l’arredo) o di gestione: davvero era necessario costruire un piano interrato modello cantina che costringerà al consumo di energia elettrica per la consultazione, rinunciando alla luce naturale?
Infatti, la sciagurata idea di scavare un piano interrato in un edificio da costruire ex novo è considerata illogica e antiambientale, a causa dell’imponente spreco di energia elettrica che occorrerà per illuminarlo, anche da molte persone dei paesi vicini, che peraltro ne saranno il futuro bacino d’utenza, di cui capita sempre più spesso di sentire le lamentele a riguardo; anzi, a ben guardare, alcune luci del piano interrato sono già in funzione ora a cantiere ancora aperto! Non era possibile (oltrechè logico) costruire verso l’alto e non verso il basso? Così ci trasformeremo tutti in tanti Hans Uomo Talpa dei Simpsons!
Dulcis in fundo, sempre dall’ultimo numero di Vignola Informa – fonte inesauribile di notizie gonfiate (notare ad esempio l’articolo su PoesiaFestival) – apprendiamo con estrema meraviglia che nella nuova biblioteca ci si potrà connettere ad Internet con la tecnologia wireless (Wi-Fi); e pensare che alcuni anni fa una commissione di consiglieri comunali derise, si potrebbe dire scherzando quasi alla maniera di Nelson dei Gialli di Groening, il nostro tsolignani (peraltro oggi fervido sostenitore del Wi-Fi) poichè aveva osato proporre un sempilce sito web per favorire la partecipazione alle decisioni dell’amministrazione.
Augurandoci, comunque, che l’apertura della biblioteca sia davvero prossima, auspichiamo che i risultati diano pienamente torto alle nostre considerazioni e piena soddisfazione a tutti gli utenti vignolesi.
rassegna stampa
- Che fine ha fatto la biblioteca?
- comunicato stampa del Comune di Vignola
- Biblioteca, costruzione secondo ottimi criteri
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risp biblio
se vuoi una biblioteca meno impattante e che nn sia in contrasto con la storia e la tradizione della zona della chiesa dei frati, mi sembra che farla sotterranea nn sia una brutta idea. E’ chiaro che ci sono pro e contro tecnici e strutturali che andrebbero valutati meglio e con perizia, sul potenziale spreco di energia sono d’accordo cmq con te. Penso che cmq la valutazione sia da farsi a progetto finito e biblioteca aperta per vedere se veramente è cosi innovativa-comoda-moderna come dicono. Personalmente è uno dei pochi progetti di questa giunta su cui sono cautamente fiducioso. L’assurdità è stata chiudere sia al prestito che alla consultazione la vecchia biblioteca per cosi tanto tempo…ci vogliono 7 mesi per ricatalogare i libri? Se vuoi che facciamo un toto-biblio il mio pronostico è che apre a aprile-maggio! Almeno potevano lasciare aperte le sale studio per gli studenti..situazione gestita a dir poco con negligenza! Seconda critica: era proprio necessario chiudere la via che porta alla chiesa??? Nn credo fosse strategico per il progetto! Già girare per vignola è problematico, allora chiudiamo uno strada! Senza contare che cosi facendo sono stati tolti una decina di parcheggi a sosta libera…mah!
La megalomania dei politici ci toglie la cultura
Ciò che dite è vero, considerate però che la riorganizzazione interna negli angusti spazi di Villa Trenti non è molto semplice logisticamente.
Comunque l’aspetto più sconcertante è quello dei ritardi nella costruzione dell’edificio nuovo. Il progetto va nella direzione esattamente contraria, per esempio, alla nuova biblioteca di Casalecchio, una costruzione funzionale, piena di luminose vetrate in grado di carpire anche il più debole raggio di sole per cercare di illuminare e soprattutto leggere sfruttando fino in fondo la luce naturale, non bombardandoci gli occhi coi neon; là il modello sono le biblioteche dei paesi scandinavi, primi per rapporto lettori/abitanti anche perché invogliati a trattenersi in luoghi accoglienti e confortevoli.
Qui invece il modello sembrano gli ipermercati, in cui confluisce un mare magnum composto dai più differenti generi di persone, la cui maggior parte è purtroppo composta di ragazzetti con annesso telefono cellulare sempre in funzione.
A colpire è soprattutto è il gigantismo che ammorba le menti dei politici che hanno fomentato questo, la mania di costruire edifici sempre più appariscenti nella convinzione che il popolino faccia un grande ooohhh di stupore, come per quell’altra specie di astronave con due spuntoni, a mo’ di rampe di lancio, che diventerà il nuovo teatro Ariston.
E invece i cittadini protestano, impazienti di potere prendere a prestito un libro, un CD, una videocassetta o un DVD da più di sette mesi, quando la nuova biblioteca Delfini di Modena è stata inaugurata il 7 dicembre dopo appena tre mesi di chiusura, restando aperta nel periodo di riorganizzazione interna.