Ecco la nuova Comunità Montana
Dalla Gazzetta di Modena di VENERDÌ, 29 MAGGIO 2009
Pagina 43 – Provincia
Ecco la nuova Comunità Montana
Manca solo il sì di Pavullo, poi si nomineranno giunta e 22 consiglieri
di Stefano Bonacorsi
PAVULLO. Si avvia alla conclusione l’iter di approvazione dei nuovi statuti della Comunità montana del Frignano, come richiesto dalla legge regionale 10/2008, sul riordino delle Comunità montane in Emilia Romagna. «Manca l’ultima approvazione da parte del consiglio comunale di Pavullo dopodiché la nuova Comunità montana potrà partire» ha dichiarato il presidente Alessandro Tebaldi.
«Il nuovo assetto della Comunità Montana che nascerà vedrà l’ingresso del Comune di Montese, territorio con cui ci sono legami consolidati, vedrà la riduzione dei consiglieri a 22 e la Giunta formata dai sindaci dei Comuni componenti». A spiegare l’assetto del nuovo ente territoriale per l’Appennino è Alessandro tebaldi.
«I consiglieri saranno rappresentativi, per ogni Comune, uno per la maggioranza e l’altro per l’opposizione, con la particolarità che i consiglieri di maggioranza avranno il voto che varrà doppio». Il presidente infine, sarà scelto dal consiglio.
«Tutte le maggioranze consiliari – ha dichiarato Tebaldi – hanno votato a favore e va tenuto presente che due Comuni su undici hanno un orientamento della Giunta indirizzato al centrodestra. Tutti quindi si sono dimostrati concordi rispetto al processo di rinnovamento anche se non in tutti i comuni l’approvazione è avvenuta con la necessaria maggioranza qualificata. Questo ha richiesto un prolungamento dei tempi e un intervento sostitutivo da parte della regione, ma gli statuti avranno tutti la stessa forma, come richiesto dalla legge».
La nuova comunità nella forma somiglierà sempre più ad una unione di Comuni; ma quali sono le prospettive future?
«Ci saranno due evoluzioni settoriali – prosegue Tebaldi – una che riguarda i servizi tradizionali della comunità, come l’agricoltura, la forestazione e la difesa del suolo; l’altra riguarderà invece i servizi associati, normalmente di competenza comunale, come i servizi informatici, quelli sociali e la protezione civile che sono già da tempo esperienze consolidate, da diversi mesi esiste il corpo unico di polizia municipale ed è in preparazione il servizio antisismico. Il tutto indirizzato ad un miglioramento della qualità dei servizi, ad un efficace impiego delle risorse e alla riduzione delle spese». La nuova comunità è pronta dunque a partire; «una volta terminato l’iter di approvazione degli statuti, questi rimarranno esposti presso i Comuni aderenti per un mese per far sì che si possa avviare una struttura per poter cominciare a lavorare. Dopodiché, una volta rinnovati i sindaci e i consigli comunali, sarà possibile dare avvio alla rinnovata forma dell’ente».
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