DIG Festival 2026: 100mila euro e scontro politico
1) Che cosa ha deliberato il Comune.
La Giunta di Modena ha approvato una convenzione triennale con l’associazione DIG Documentari Inchieste Giornalismi ETS per le edizioni 2026, 2027 e 2028 del festival dedicato al giornalismo d’inchiesta.
Per il 2026 la deliberazione della Giunta comunale n. 366/2026 assegna un contributo di 100.000 euro a fronte di una spesa complessiva prevista di 222.000 euro. L’atto autorizza inoltre un’anticipazione di 60.000 euro, destinata ad avviare progettazione, elaborazione dei contenuti e promozione, anche internazionale.
Il sostegno comprende anche il patrocinio, l’uso gratuito di spazi comunali e l’esenzione dal canone patrimoniale per le iniziative all’aperto. Per il DIG, quest’ultima agevolazione è quantificata nell’atto in 41 euro. La convenzione riguarda tre anni, ma precisa che l’importo dei contributi per il 2027 e il 2028 sarà valutato in base agli stanziamenti disponibili.
2) Date e tema del DIG Festival 2026.
La dodicesima edizione del DIG Festival è prevista a Modena dal 23 al 27 settembre 2026. Il titolo scelto è “Bella Ciao”. Gli organizzatori lo collegano alla difesa della libertà di espressione e del dissenso, richiamando pressioni economiche sui giornalisti, minacce, propaganda, controllo digitale, azioni legali intimidatorie e disinformazione.
DIG è nato nel 2015 e propone incontri, proiezioni, premi, attività formative, mostre e appuntamenti dedicati al giornalismo investigativo e al reportage. La documentazione comunale motiva il sostegno ricordando la crescita delle presenze, degli ingressi alle proiezioni e della partecipazione alle Academy, oltre agli obiettivi futuri di formazione professionale, educazione ai media nelle scuole e promozione nazionale.
3) Le domande sollevate dalla Lega.
Il contributo ha aperto uno scontro politico. Il consigliere comunale Giovanni Bertoldi, della Lega, ha annunciato un’interrogazione con cui chiede di conoscere il costo effettivo dell’edizione 2025, le spese sostenute per l’ospitalità degli ospiti e le ragioni che hanno portato a confermare sia i 100.000 euro sia l’anticipo del 60 per cento.
La contestazione riguarda anche l’impostazione culturale dell’edizione 2026, giudicata dal consigliere politicamente caratterizzata per il titolo “Bella Ciao” e per il linguaggio usato nella presentazione. Bertoldi domanda inoltre quale ruolo abbia avuto il Comune nella costruzione del programma e propone che il festival dedichi un approfondimento alla vicenda Ranucci-Lavitola.
Al momento, queste sono domande politiche rivolte all’Amministrazione: andranno valutate insieme alla risposta del Comune e alla documentazione economica che sarà eventualmente resa disponibile. Il titolo del festival, da solo, non dimostra né uno squilibrio del programma né un uso improprio delle risorse; allo stesso modo, l’importanza culturale dell’iniziativa non rende superfluo spiegare con precisione come viene speso il denaro pubblico.
4) Perché viene richiamato il caso Ranucci-Lavitola.
La vicenda nazionale riguarda l’attentato dell’ottobre 2025 contro il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Nell’agosto 2026 Valter Lavitola è stato arrestato nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma, che lo ritiene il mandante. Lavitola ha ammesso di aver commissionato l’azione, fornendo però una spiegazione del movente che il giudice ha definito priva di riscontri e inverosimile. Le indagini sono ancora in corso e responsabilità, movente e ruolo delle persone coinvolte dovranno essere accertati nelle sedi competenti. Una ricostruzione aggiornata della vicenda è disponibile su RaiNews.
Inserire il caso nel festival potrebbe essere coerente con una manifestazione dedicata al giornalismo investigativo, purché l’approfondimento sia rigoroso, rispetti la presunzione di innocenza e distingua i fatti accertati dalle ipotesi investigative e dalle polemiche politiche.
5) Che cosa dovrebbe essere reso pubblico.
Quando un’iniziativa culturale riceve un contributo significativo, il confronto non dovrebbe fermarsi agli slogan. Per consentire ai cittadini di valutare il rapporto tra investimento e interesse pubblico sarebbero utili dati facilmente consultabili su:
- rendiconto e costo complessivo dell’edizione 2025;
- composizione del preventivo 2026 e provenienza delle diverse entrate;
- spese per ospiti, comunicazione, strutture e attività formative;
- numero dei partecipanti, accessibilità degli eventi e ricadute sulla città;
- criteri con cui saranno misurati i risultati della convenzione triennale.
Trasparenza non significa stabilire per via politica quali opinioni possano entrare in un festival. Significa permettere a tutti di capire quali obiettivi vengono finanziati, quali risultati sono attesi e come saranno verificati. La libertà culturale e il controllo sull’uso delle risorse pubbliche possono e devono convivere.
6) Altri confronti che riguardano il territorio.
Il tema della responsabilità pubblica torna spesso nelle notizie locali. Puoi approfondirlo leggendo anche:
- Festa dell’Unità: sulla sicurezza servono risposte;
- IT.A.CÀ a Castelvetro: due giorni di turismo responsabile.
7) Passa all’azione.
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