Radici oltreoceano: Guiglia incontra il Cile

Radici oltreoceano: Guiglia incontra il Cile

Questo evento si è già concluso.

1) Una mostra fra partenze e nuove comunità.

Sabato 5 settembre 2026, alle 16.30, il Castello dei Montecuccoli di Guiglia ospita l’inaugurazione della mostra “La salvaguardia delle diversità culturali: l’emigrazione dall’Appennino Modenese in Cile”.

L’appuntamento fa parte del progetto “Radici oltreoceano – Migrazioni, memoria e identità dell’Appennino” e propone un viaggio nella memoria delle famiglie che, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, lasciarono la montagna modenese per costruire una nuova vita in Cile.

Non è soltanto il racconto di una partenza. È la storia di comunità capaci di cambiare, integrarsi e conservare nel tempo legami familiari, tradizioni e ricordi dei paesi d’origine.

2) Fotografie, diari e testimonianze familiari.

Il percorso espositivo utilizza documenti d’archivio, fotografie, diari, interviste e testimonianze dei discendenti. Sono materiali capaci di restituire una dimensione concreta all’emigrazione: i volti di chi partiva, le separazioni, il lavoro, le difficoltà dell’inserimento e la costruzione di nuove appartenenze.

La ricerca non presenta gli emigranti come figure lontane e indistinte. Ricompone vicende personali e familiari, mostrando come l’identità possa restare legata a più luoghi contemporaneamente. Il paese lasciato continua infatti a vivere nella lingua, nella cucina, nei racconti tramandati e nei rapporti mantenuti con chi è rimasto.

La mostra era stata presentata nel 2025 nell’ambito delle celebrazioni per gli 850 anni dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La ricostruzione pubblicata da Unimore conferma l’ampiezza del lavoro storico ed educativo dal quale nasce l’allestimento.

3) Le famiglie modenesi arrivate oltreoceano.

La storia documentata dal Museo virtuale dell’emigrazione emiliano-romagnola riporta al 1904. Un primo gruppo formato da 23 famiglie provenienti anche da Guiglia, Pavullo nel Frignano, Zocca e Montese partì dalla Francia il 2 febbraio e raggiunse il porto cileno di Talcahuano il 10 marzo.

Una seconda partenza seguì nel 1905. Le famiglie furono destinate a una colonia inizialmente chiamata “Nuova Italia”, divenuta poi Capitán Pastene. Le condizioni incontrate non corrisposero sempre alle promesse ricevute: i coloni dovettero affrontare isolamento, scarsità di mezzi e un territorio difficile, costruendo progressivamente abitazioni, strade e servizi.

Questa origine spiega perché nella regione cilena dell’Araucanía esistano ancora cognomi, ricette e memorie riconducibili alla montagna modenese. Le radici non sono rimaste immobili: si sono trasformate nel confronto con la società cilena e con le comunità locali.

4) Il gemellaggio fra Guiglia e Purén.

Il rapporto non appartiene soltanto ai libri di storia. Dal 1999 Guiglia è gemellata con Purén, nell’Araucanía. La documentazione della Provincia di Modena ricorda come diversi Comuni modenesi abbiano costruito relazioni istituzionali con le località cilene nelle quali si stabilirono gli emigranti.

Il gemellaggio offre un punto di appoggio concreto alla memoria: favorisce incontri, ricerche genealogiche e scambi fra persone che condividono una storia familiare, pur vivendo a migliaia di chilometri di distanza. La mostra al Castello diventa così anche il racconto di un legame ancora vivo.

5) Una ricerca costruita con le nuove generazioni.

Il progetto è promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia insieme all’Accademia “Lo Scoltenna”, con il contributo di una rete di istituzioni e realtà territoriali.

Nel corso di due anni sono stati coinvolti oltre 150 studenti e studentesse delle scuole della montagna e della provincia modenese, insieme a insegnanti e famiglie. I ragazzi hanno lavorato su testimonianze, fotografie e documenti, trasformando la ricerca storica in un’esperienza di educazione civica.

È forse questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa: la memoria non viene semplicemente conservata in una teca, ma affidata a una generazione chiamata a interpretarla. Conoscere le partenze del passato aiuta anche a osservare con maggiore consapevolezza le migrazioni contemporanee, senza cancellare differenze e complessità.

6) Memoria e turismo responsabile.

L’inaugurazione si inserisce nella tappa Valle Panaro del festival IT.A.CÀ, dedicato al turismo responsabile. La cornice è coerente: il cosiddetto turismo delle radici porta i discendenti degli emigranti a visitare i paesi d’origine, cercare documenti, incontrare parenti e ricostruire la storia della propria famiglia.

Se sviluppato con attenzione, questo turismo può sostenere borghi, archivi, musei e attività locali senza trasformare la memoria in un prodotto superficiale. Il visitatore non cerca soltanto un panorama, ma una relazione con il territorio e con chi lo abita.

Avevo già raccontato il festival nell’articolo dedicato a IT.A.CÀ a Castelvetro e al turismo responsabile. L’appuntamento di Guiglia aggiunge un tema particolarmente forte: quello dei ritorni, reali o simbolici, verso i luoghi dai quali una storia familiare è cominciata.

7) Le informazioni essenziali.

Per partecipare all’inaugurazione:

  • data: sabato 5 settembre 2026;
  • orario: 16.30;
  • sede: Castello dei Montecuccoli, Guiglia;
  • iniziativa: mostra “La salvaguardia delle diversità culturali: l’emigrazione dall’Appennino Modenese in Cile”.

Nelle informazioni disponibili non risultano ancora indicati gli orari delle visite successive né la data di chiusura. Prima di partire conviene quindi controllare eventuali aggiornamenti sui canali istituzionali del Comune e degli organizzatori.

8) Passa all’azione.

Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

Il territorio raccontato da chi lo vive ogni giorno.

Hai una storia familiare legata all’emigrazione dall’Appennino? Condividila nei commenti oppure lascia la tua domanda: sarò felice di risponderti.


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