UDC: “No al museo della ciliegia”

Dalla Gazzetta di Modena di MERCOLEDÌ, 03 GIUGNO 2009

Pagina 21 – Provincia

Vignola, Udc contro la Denti

VIGNOLA. Fa discutere l’Ecomuseo della Ciliegia annunciato dalla candidata sindaco del Pd Daria Denti. Ad intervenire è Paolo Morselli, candidato sindaco dell’Udc: «Se Vignola è riconosciuta come la capitale della ciliegia in Europa e siamo costretti a fare un museo della ciliegia, vuol dire che la Denti non crede nell’agricoltura di pregio e ritiene ormai il nostro territorio agricolo talmente devastato da varietà cementificate (residence, ville, condomini), che preferisce delegare la fine cerasicola di Vignola ad un museo». In alternativa, Morselli propone il finanziamento di nuove piantumazioni di duroni neri, bigarreau, mercantile e moretta, nonché contributi comunali alla realizzazione di impianti di irrigazione a goccia e per coperture antigrandine. (m.ped.)


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8 Commenti

  1. Sono piuttosto d’accordo con la proposta di finaziare coperture antigrandine, tanto importanti quanto costose. Il museo della ciliegia dubito che avrebbe ripercussioni positive per l’agricoltura.

  2. Hai ragione. Si tratta solo di decidere cosa sia più importante per Vignola. Sicuramente esaltare la cultura e la storia della ciliegia è cosa buona. Tuttavia ciò risulterebbe inutile se prima non si facesse tutto quanto indispensabile per tutelarne l’esistenza e la riproduzione.

  3. Se poi vuoi mostrare le piante porti la gente a vederle nei campi veri e non all’interno di “surrogati”. In questo modo si pubblicizzerebbero anche i produttori e non solo il prodotto.

  4. si infatti.. anch’io credo che il primo museo da tutelare sia quello a cielo aperto.. ed ultimamente guardandosi intorno sembra vedere sempre più case e meno ciliege, soprattutto in zone come le basse che dovrebbero rimanere a vocazione agricola..

  5. Penso anche io che per la ciliegia e la sua produzione sarebbe molto meglio fare qualcosa di operativo, piuttosto che di celebrativo.

    Se mai poi ci fosse bisogno, come pare che ci sia, di diffondere di nuovo il sapere, il know-how degli operatori del settore ortofrutta, distrutti da una politica che ha privilegiato il settore della cooperazione rispetto al tessuto di piccole imprese famigliari che c’erano a Vignola, si potrebbe pensare a corsi di formazione, ma mai ad un museo, che non farebbe altro che consegnare ancora di più alla storia un pezzo di vita vignolese che invece non è ancora morta e deve anzi essere recuperata il più possibile, oggigiorno che c’è un ritorno all’ortofrutticolo.

    La prima cosa, giustamente, da indicare sono le coperture antigrandine.

  6. a zocca c’è il museo della castagna e a spilla quello dell’aceto, la gente ci va, le castagne ci sono ancora e l’aceto continuano a farlo

  7. Certo, quei musei sono “strutturati” cioè hanno delle sale dove ricevere i visitatori e spiegare la cultura che sta dietro al prodotto. Invece quello di Vignola sarebbe solamente un parco cittadino con piantate alcune piante di ciliegio. Direi che è tutta un’altra storia..

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