Adani: «Qui la mafia non entra»
dalla Gazzetta di Modena di MERCOLEDÌ, 01 APRILE 2009
Pagina 28 – Provincia
Adani: «Qui la mafia non entra»
Il criminologo Ciconte: la comunità ha fatto scudo
di Giovanni Tizian
VIGNOLA. «Parlare di illegalità, di mafie e di abusivismi non vuol dire infangare il buon nome della comunità entro cui si vive, ma significa potenziare gli anticorpi di fronte all’escalation di segnali allarmanti». Con queste parole il sindaco Roberto Adani al quale, tempo fa, venne recapitata una busta con due proiettili, ha aperto il convegno su “Riflessioni per una comunità responsabile”.
Il convegno organizzato presso la biblioteca di Vignola ha visto la partecipazione di Enzo Ciconte, storico del fenomeno mafioso, e di Laura Garavini, capogruppo Pd in commissione parlamentare antimafia. Di fronte a tanti presenti e forze dell’ordine i tre relatori hanno saputo delineare le criticità del nostro territorio senza però creare allarmismi inutili perché la realtà emiliana non è come quella della Lombardia che Ciconte non esita a definire la seconda capitale della’ndrangheta. «La presenza mafiosa nel modenese è di lungo periodo – spiega Ciconte – non è una questione recente, già negli anni ’90 era ben visibile e fin dal ’65 fior di boss venivano mandati in soggiorno obbligato dalle vostre parti. La vostra forza e quella degli amministratori è stata quella di reagire fin da subito. Sono stati molti i sindaci che hanno protestato per il soggiorno obbligato e altrettanti hanno rifiutato di dare in appalto gare vinte da imprese mafiose, nonostante queste avessero seguito tutte le procedure. La lungimiranza di questi sindaci ha permesso un’ infiltrazione soft rispetto alla Lombardia. Sicuramente bisogna tenere sempre alta la guardia perché appena le mafie comprendono che la comunità è indifferente e non più capace di indignarsi allora troveranno via libera».
Ciconte ha ricordato come i mafiosi attraverso le truffe e l’usura tentino l’infiltrazione nel modenese precisando che quando le banche faticano a concedere crediti, soprattutto nei momenti di crisi, il prestito mafioso mira all’acquisizione dell’azienda dell’usurato. «Purtroppo la commissione antimafia è in sonno – commenta la Garavini – e le mafie globali sono un pericolo costante. Il mio gruppo cerca di portare all’attenzione di chi governa il pericolo di legalizzazione della mafia, ma non riceviamo la giusta attenzione. Sicuramente porteremo la questione delle infiltrazioni in Emilia Romagna di fronte a tutta la commissione». «Quando ho ricevuto i proiettili e i messaggi intimidatori in tanti sono scesi in piazza compatti al mio fianco per solidarizzare con le denunce fatte – ricorda Adani – La compattezza della comunità ha respinto al mittente le volontà intimidatrici perché ha fatto capire loro che qui la gente non si volta dall’altra parte, che qui la comunità è responsabile e pronta a difendere il territorio. Come ci hanno insegnato Falcone e Borsellino si muore quando si viene lasciati soli a lottare contro la mafia. Il fatto che una comunità è attenta all’illegalità non permette ai mafiosi da alzare il tiro perché temono di rimanere nudi di fronte ad una società che non li vuole».
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L’ha ribloggato su scuolafinitae ha commentato:
La Mafia al nord. Più viva che mai, purtroppo.