golpe a Spilamberto

 

Leggo dalla Cronaca di
Modena del Resto del Carlino del 17 Dicembre:

Demolito
l’ex caseificio Rangoni

SPILAMBERTO — Dalle 13,30
alle 14.30 di ieri sono stati rasi i fabbricati dell’ex
caseificio Rangoni, nel cui progetto di ristrutturazione erano
previsti una scuola e un poliambulatorio. E subito è scoppiata
un’accesa polemica con la minoranza consiliare intenzionata a
chiedere le dimissioni del sindaco Lamandini. Gli immobili dell’ex
caseificio non erano colpiti da vincoli paesaggistici e storici, ma
era in corso un dibattito in Consiglio e il 23 ottobre la
Soprintendenza aveva scritto al Comune chiedendo se era «prevista
la demolizione dell’ex caseificio già parte azienda
Rangoni, edificio ottocentesco paleoindustriale» e, poiché
non aveva nulla agli atti, chiedeva «urgenti notizie» per
avere la possibilità «di valutare se l’immobile ha
i requisiti storico artistico». Domandava anche di «comunicare
tempestivamente, vista l’urgenza del caso, se codesto Comune ha
rilasciato titolo autorizzativo di demolizione, in caso affermativo,
di conoscere la data di inizio lavori». I gruppi di opposizione
fanno presente che lunedì scorso, rispondendo a
un’interpellanza del consigliere Bertelli (Fi) che interrogava
in merito all’esistenza di un progetto particolareggiato e
sulla comunicazione di inizio lavori, il primo cittadino ha risposto
che non c’era ancora nulla. «I casi sono due — dice
la minoranza —, o il sindaco ha mentito all’opposizione,
ma anche a un consigliere di maggioranza che aveva proposto di aprire
un dibattito sull’argomento, oppure ha detto la verità,
e la cosa sarebbe molto grave». Sul progetto dell’ex
caseificio Rangoni era intervenuta anche ‘Italia nostra’
che aveva chiesto un parere all’Istituto dei beni culturali
della Regione.

————————————————————————

Ora io mi rivolgo alla minoranza di Spilamberto, quella che
purtroppo già aveva votato SI, ‘cul e pataia’, assieme alla
maggioranza per l’acquisto della storica Rocca Rangoni, una spesa
pazza non solo inutile ma foriera di ulteriori altissime spese di
manutenzione e di conduzione, che ci obbligherà a sopportare
da un lato aumenti nella fiscalità locale per riempire le
casse comunali vuote e dall’altro riduzioni in altre manutenzioni
ordinarie e straordinarie. Io chiedo quindi a questa minoranza di
valutare o far valutare a legulei locali se in tale demolizione,
nella procedura che è stata assolutamente non trasparente e
nella sostanza del fatto, si possa configurare una violazione di
normative in vigore, o addirittura un reato penale, e se Italia
Nostra e i Beni Culturali siano stati informati del fatto ormai
avvenuto, e se abbiano commenti in merito, e quali.

La
prova degli attributi

Opportuno sarebbe inoltre sapere
se i rappresentanti della Margherita, vicesindaco in testa, se la
sentono di continuare ad appoggiare questa coalizione priva di
trasparenza, condividendo ed approvando sia quanto è successo,
che come è successo, o se piuttosto non pensino di dare le
dimissioni in tronco, assieme a tutti i consiglieri di minoranza.
Vedremo come andrà a finire. Possiamo solo pensare che se il
vicesindaco Venturelli, la Margherita e tutta la minoranza non
reagiscono decisamente, allora debbo pensare (male) che non solo
hanno condiviso passivamente lo scempio, ma erano anche a conoscenza,
magari non ufficiale, della decisione di demolire il fabbricato
tenendo tutti all’oscuro. E chi pensa male andrà magari
all’inferno, ma …

Qui si parrà la
vostra nobilitate!

Ing. Giuseppe Venturi

Spilamberto


Scopri di più da Vignola per me

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Unisciti a 25 altri iscritti

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *