Il bilancio sociale e la certificazione ambientale

Contribuito da Daniela Bonetti

Credo che un modo per dimostrare l’effettivo impegno sociale dei Comuni dell’Unione “Terre di castelli” dovrebbe essere quello di adottare un bilancio sociale, in linea con i documenti elaborati dalla Commissione Europea il 18.7.2001, Com[2001]366definitivo, e il 2.7.2003, COM[2002]347final – vedi ad esempio tra i Libri verdi, e una certificazione ambientale, il sistema sancito dal regolamento CE 761/2001 del Parlamento europeo. Vediamo perchè.

bil-soc.jpgIl bilancio sociale

Il bilancio sociale di un’impresa è un modo per rendere pubblico e comprensibile l’impegno che l’impresa assume nei confronti dei suoi interlocutori (gli ‘stakeholder’, portatori di interessi legittimi: non sono solo i soci o azionisti – stockholder-, né solo i clienti-consumatori, ma anche il personale, i fornitori, la comunità e l’ambiente dove l’impresa opera, le altre imprese concorrenti, ecc) e un modo per mostrare (e dimostrare) l’effettivo raggiungimento degli impegni assunti, e la misura delle performance ottenute in tali obiettivi, che non sono solo di pura natura economica-contabile.Il bilancio sociale è il modo naturale con il quale gli Enti pubblici, specie se gestori di servizi, dovrebbero presentarsi ai cittadini: non è solo un bilancio economico ma è soprattutto un bilancio delle attività svolte per la società (o meglio: per gli ‘stakeholder’). La ricaduta sociale dell’operato di un Ente pubblico non è un “valore aggiunto”, ma è il fine stesso dell’Ente, per cui il bilancio tradizionale, orientato solo a rilevare i dati di contabilità, risulta insufficiente, in quanto occorre anche misurare la qualità dei servizi e spiegare gli impegni assunti e realizzati. Dalle Pubbliche Amministrazioni poi viene redatto non solo il bilancio sociale annuale, ma anche il bilancio sociale “di mandato”, esteso a tutto il periodo durante il quale è stato espletato il mandato dell’amministratore, ed eventualmente il bilancio “di territorio”, qualora l’Ente si sia consorziato con altri Enti che operano in un dato territorio, rendendo più trasparente e meglio confrontabile l’effettività dell’impegno assunto.Per tale motivo il bilancio sociale viene redatto da molti Enti Pubblici, fra i quali è da segnalare ad es. il Comune di Torino, che per tale bilancio ha ottenuto riconoscimenti internazionali, ed esistono associazioni e portali internet che lo promuovono. E’ inoltre disponibile una vasta letteratura giuridica, anche divulgativa, sul tema, come il testo dell’illustrazione qui a fianco.La redazione di un bilancio sociale è l’atto finale del processo che vede considerare l’etica un aspetto integrato della strategia di gestione di un’impresa, processo che consiste nell’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Il bilancio sociale viene redatto dall’impresa socialmente responsabile, che è quella che decide di contribuire a migliorare la società e a proteggere l’ambiente, tentando di soddisfare le legittime attese, economiche e non economiche, di tutti gli stakeholder.Il Bilancio Sociale è una relazione volontaria che pone in risalto la missione dell’impresa, il criterio di gestione, l’impegno nei confronti dei suoi dipendenti/collaboratori e quello nei confronti della comunità allargata, l’impegno nei confronti dell’ambiente, della sicurezza, dell’innovazione.E’ uno strumento da cui emerge che il fine dell’impresa non è solo quello di conseguire per sé un vantaggio economico, ma anche quello della creazione e della ripartizione di valore aggiunto per la comunità nel rispetto delle norme e dei valori che le caratterizzano.E’ un documento, da affiancare a quelli già esistenti, in grado di fornire ai diversi interlocutori informazioni sugli effetti sociali che derivano dalle scelte aziendali.Più auspicabile ancora del BS semplice appare essere il bilancio partecipativo, che è una forma più articolata di BS: in esso si prevede la partecipazione alla formulazione del BS da parte dei cittadini raggruppati in quartieri:”Il “bilancio partecipativo” è un modello più articolato che prevede l’istituzione di assemblee pubbliche di quartiere per la definizione degli obiettivi e delle attività prioritarie di investimento. Lo scopo del bilancio partecipativo è quello di condividere con parte della cittadinanza l’allocazione di risorse finanziarie destinata a specifici interventi proposti dalla comunità.”Mi sembra uno strumento migliore per permettere la reale aderenza delle azioni del Comune ai desideri ed ai bisogni dei cittadini, consentendo, attraverso persone che hanno una migliore conoscenza del territorio e delle problematiche pratiche, una migliore “effectiveness” (efficacia reale, diversa dall’efficacy, che è l’efficacia teorica).Si deve ricordare poi che in sintonia con la Commissione Europea, anche il Governo italiano è convinto che la responsabilità sociale delle imprese rappresenti un assunto fondamentale nella strategia da attuare per lo sviluppo economico sostenibile e attento al sociale. Il Ministero del Welfare ha elaborato un ampio progetto sulla Corporate Social Responsibility, costituendo un gruppo tecnico di lavoro interamente dedicato ad essa e alla definizione di un quadro di riferimento comune che le imprese italiane possono adottare su base volontaria.Appare allora indispensabile che venga data ampia diffusione a questo nuovo modo di pensare e di gestire le imprese, compresi gli enti pubblici, per i quali dovrebbe essere naturale l’impegno nel sociale. Pertanto non è solo auspicabile, ma perfino doveroso che il Comune adotti questo approccio nella propria gestione, sia per migliorare il suo servizio, sia per rappresentare una via di diffusione pubblicitaria della cultura della responsabilità sociale tra le imprese, e un esempio di come sia fattibile e proficuo questo sistema.

La certificazione ambientale

In particolare poi, sembrerebbe opportuno che un Ente come il Comune adottasse non solo la strategia della responsabilità sociale d’impresa, ma la perfezionasse anche con una certificazione ambientale, e in particolare con la certificazione EMAS, il sistema sancito dal regolamento CE 761/2001 del Parlamento europeo, che è più garantista rispetto alla norma iso 14001 in quanto EMAS certifica la prestazione ambientale dell’organizzazione.La certificazione ambientale EMAS è sostanzialmente un nuovo modo di gestire i rapporti delle imprese con le istituzioni e con il territorio, basato su conoscenza, fiducia reciproca e, naturalmente, il rispetto delle leggi. È un attestato di gestione ambientale – una dichiarazione che la produzione viene effettuata in modo compatibile con l’ambiente è con l’uomo. Come il BS, è un sistema ad adesione volontaria per le imprese e le organizzazioni che desiderano impegnarsi a valutare e migliorare la propria efficienza ambientale. Gli studi condotti dimostrano che tale sistema non solo permette una migliore performance ambientale, ma anche una migliore produttività dell’azienda, con ricadute benefiche pertanto non solo per la comunità ma anche per l’azienda stessa.Quale migliore stimolo a diffondere questo strumento se non quello della pubblicizzazione locale e dell’esempio concreto da parte del Comune?


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Un commento

  1. gli strumenti per far bene ci sono
    Gli strumenti per fare bene e con chiarezza non mancano.

    Non conoscevo queste cose, il bilancio sociale e la certificazione ambientale, e ho trovato interessante questo intervento che ci informa di come in realtà i mezzi per fare come si deve siano a disposizione, è solo necessario implementarli.

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