verso una biblioteca (veramente) civica
E’ con positivo stupore che apprendo della decisione del Comune di Vignola di dare il via all’apertura sperimentale alla domenica e per due serate infrasettimanali della Biblioteca Auris di Vignola.
Un punto fondamentale delle battaglie di VignolaPerMe è quello di ampliare la fruibilità dei servizi ai cittadini; da tempo, per quanto riguarda il trasporto pubblico, abbiamo proposto l’istituzione di bus-navetta che colleghino la periferia al centro di Vignola e la creazione di autobus serali che permettano di raggiungere Modena e Bologna.
L’apertura straordinaria di Auris va nella medesima direzione, tanto più considerando che una biblioteca è un luogo fondamentale per una comunità, una nuova agorà in cui si possono scambiare idee e in più essere attorniati da tutto il patrimonio di conoscenza e di creazione dell’uomo.
L’unico neo è che si ricorre sempre alla buona disposizione di lodevolissimi volontari, nella convinzione che, per un malinteso senso civico, le amministrazioni vogliano far pensare che alle loro toppe sia tenuto a rimediare l’esercito dei volenterosi o altrimenti … niente servizi; come a dire, la possibilità di servirci di voi volontari gratuitamente ve l’abbiamo data, se non la sfruttate, le cose resteranno così come sono!
Sarebbe molto meglio formare nuovo personale bibliotecario (o incentivare quello già presente) per far sì che la biblioteca resti aperta di piu’ con tutti i servizi interni attivi (mentre in queste aperture straordinarie sono compressi agli essenziali).
Se non ci sono i fondi, suggerisco molto somessamente che, per esempio, basterebbe ridimensionare la spesa annuale di 155.000 euro per Jazz in ‘It ponendo fine all’esodo verso Vignola, nell’occasione del festival, dell’inutile corollario di personale esterno, ben stipendiato dal Comune di Vignola, proveniente (e qui alloggiante) da altre regioni d’Italia.
Sono certo che il nuovo Assessore alla Cultura Lorena Terzi, di grande competenza ed esperienza in ambito bibliotecario, vorrà dare la preferenza ad un servizio che interessa e si intreccia la vita quotidiana delle persone come la biblioteca piuttosto che ad eventi temporanei di maggiore o minore successo.
Comunque apprezzo notevolmente l’iniziativa assunta e invito tutti i vignolesi e non a frequentare durante l’orario di apertura sperimentale la biblioteca per dimostrare quanto teniamo alla cultura di ogni giorno e speriamo caldamente che questo progetto venga consolidato in una costante e definitiva apertura serale e festiva.
Se vogliamo pensare ad una società diversa non possiamo lasciare aperti alla domenica solamente le chiese e i centri commerciali!
Esperimenti come questo del Comune di Vignola vengono incontro ai bisogni dei cittadini più di tante iniziative culturali forzatamente sbattute in faccia e limitanti per la collettività.
Al contrario, l’apertura serale e festiva della biblioteca offre maggiore libertà a tutti e può permettere a molti di non doversi prendere un giornata libera dal lavoro per dedicarsi per qualche ora alla lettura nel luogo deputato ad essa.
Quando poi si potranno pure ascoltare e prendere a prestito i cd e vedere i dvd, altra novità da tanto tempo auspicata, allora la ciambella comincerà a diventare davvero col buco (ogni riferimento alla struttura esterna della biblioteca è puramente casuale)!
Orari di apertura sperimentale Biblioteca Auris
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L’Evoluzione e la Rivoluzione – E & R
Quando c’erano le carrozze a cavalli, chi voleva andare più forte aggiungeva cavalli. Così c’erano tiri a due, a quattro, anche a sei e a otto. Se non ci fossero stati sviluppi tecnologici oggi ci sarebbero tiri a ventiquattro per carrozze omnibus multiposti. Poi venne il vapore. E si videro locomotive sempre più lunghe, con sempre più ruote, si videro treni trainati da due locomotive, una in testa e l’altra in coda, specie per i merci che dovevano salire ai valichi. Poi venne il motore a benzina ed il diesel, sempre con più cilindri. Poi venne la trazione elettrica, i treni TGV, la levitazione magnetica di Shangai. Lo stesso per le automobili. I primi aerei avevano un potore a pistoni, due soltanto. Poi quattro, sei, otto, dieci, a stella, a doppia stella, bimotori, trimotori, quadrimotori, a sei motori. Lo Spruce Goose, il mostro in compensato di betulla voluto dal grande Hughes, l’aereo idrovolante più grande del mondo di allora e di adesso, ma poteva appena volare a pelo d’acqua, e lo fece nel ’47, vuoto, nonostante avesse ben otto motori ad elica. Poi fu messo in naftalina, e lo si visita ancora oggi. Oggi si fanno voli transoceanici con aerei da 250 posti e due soli turboreattori, il cui consumo di carburante per passeggero che vola ad 850 Km/ora è simile a quello di una utilitaria che rotola per strada a 80 Km/h. Cosa c’entra con la biblioteca? Ora ci arriviamo. Sto dicendo che il progresso si fa non solo attraverso l’evoluzione delle tecnologie conosciute (sempre più cavalli, sempre più motori), ma anche con la rivoluzione, con la introduzione di nuove tecnologie. E questo vale anche per le biblioteche, compresa quella di Vignola. Fa sorridere il pensare che oggi vi siano ancora biblioteche che funzionano nello stesso modo sin da quando esiste la scrittura. Quella di Alessandria funzionava come quella di Vignola. Con tavolette e papiri al posto della carta. Noi facciamo circolare gli stessi libri tra i vari lettori. Se un libro è ‘fuori’, niente da fare. Si aspetta. E si vedono libri danneggiati, sporchi, persi. Quale sarebbe allora la rivoluzione? Semplice, il libro elettronico. I libri in dotazione possono o essere scannerizzati, o scritti in formato opportuno per la consultazione. Chi vuole un libro lo scarica via internet perchè la biblioteca garantisce un servizio WiMAX per un raggio di 30 Km, chi vuole può andare in biblioteca e scaricarlo sulla chiavetta USB personale, e chi vuole il cartaceo, a pagamento, ne chiede una copia. A questo punto possiamo pensare ad un catalogo mondiale delle opere elettroniche (per ora di quelle il cui copyright è scaduto, e bisognerà legiferare per porre un limite di durata ai copyright) nelle varie lingue, ed ecco che l’accesso diviene facilissimo, da casa propria, via internet. Questa è la rivoluzione internet applicata alla cultura. Ci sono già riusciti i teen agers per scaricare le canzonette in mp3. Perchè non lo si fa anche per qualcosa di più serio e più utile? Che potrebbe comprendere anche tutti i libri di testo della scuola dell’obbligo, la manualistica delle università e gli scritti dei ricercatori di stato, le opere letterarie tutte, i giornali e le riviste. Pensate solo alla facilità con la quale ci si potrebbe istruire, ai costi bassi, all’economia di carta. Naturalmente il tutto dovrà essere finanziato dai vari paesi più evoluti, ed agli editori si dovrà pagare una specie di noleggio a tempo. Un megaprogetto degno dell’ONU. Ma ora voliamo più bassi. Cominciamo con Vignola. Cosa si può cominciare a fare a Vignola? Attendiamo proposte costruttive dai politici e da illustri commentatori, attendiamo tavole rotonde e dibattiti consigliari sull’argomento, se interessa veramente. Altrimenti continuiamo così, aumentando continuamente gli orari di apertura..
tempi maturi?
guarda, con me sfondi una porta aperta in quanto sono un grande estimatore della tecnologia finalizzata al miglioramento della nostra vita e non per usi idioti o esclusivamente commerciali. Penso che se oggi usassimo consapevolemente un 5% delle conoscenze tecnologiche oggi disponibili saremmo già alle macchine volanti della Sci-fi degli anni 50/60 ?
Sono anch’io per una progressiva diffusione dell’e-book, se non altro per ridurre progressivamente l’impatto ecologico dato dalla carta comune. Credo tuttavia che i tempi siano ancora poco maturi, vuoi per le difficoltà della "casalinga di Voghera" ad adeguarsi alle novità, vuoi per la scarsa diffusione di mezzi che consentano una lettura agevole (cosa che attualmente l’e-book non consente). Spero nella diffusione su larga scala della fantomatica "carta elettronica".
Quanto alle questioni locali, scannerizzare tutto il patrimonio librario sicuramente comporterebbe costi e risorse umane non indifferenti (ce le vedo proprio le bibliotecarie di vignola a passare le loro giornate a scannerizzare libri a velocità di 1 pag al min ? visto i vetusti scanner solitamente a disposizione degli enti pubblici).
Inoltre, a mio modesto parere, è assolutamente necessario mantenere la biblioteca quale luogo di socializzazione (anche solo per prendere un caffè e parlare di fesserie, non solo per utilizzare il patrimonio librario). Un eccessivo uso di elettronica non rischia di isolare sempre più l’utente?