Giornalisti supereroi del nulla

Il 25 aprile scorso beppe Grillo ha dato vita, con largo successo di partecipazione, al V-day 2 contro la falsa informazione e i suoi immarcescibili custodi.

Già prima di quel giorno, tutti i giornali italiani si erano scagliati contro il comico genovese, con in testa L’Unità e il Giornale, e con che coraggio, dopo che il primo aveva diffamato, a causa di una semplice omonimia del cognome con l’autore di un reato, Francesco Storace e famiglia, e l’altro, per mesi, ci ha propinato una fintissima soap-opera con le storielle di Igor Marini & Co., entrambi per puro “spirito di servizio” coi rispettivi partiti e gruppi di interesse.

Ma come si fa a non dar ragione a Beppe Grillo?

La maggior parte dei giornali italiani brilla per incompetenza e faciloneria, uniformati verso il basso sembrano dei tabloid della peggior risma.

Primo esmpio: è noto a tutti quell’ultimo colpo di coda del governo Prodi che è stata la pubblicazione su internet dei redditi degli italiani. Polemiche, grande sdegno, anche dello stesso Grillo, appelli al garante della Privacy …

Quello che nessuno, che io sappia, ha rimarcato è che tutti i giornalisti ci hanno messo più di 2 giorni dalla pubblicazione on-line per scoprire che, una volta messi in rete dei dati, questi sono incancellabili, proprio perchè, essendo una rete, molti hanno copiato i file, li hanno condivisi ecc. …

Ma dove vivono questi eterni inesperti della realtà?

Magari alcuni si vantano anche di Lauree in Scienze della Comunicazione, fanno in qualunque talk-show la parte dei più moderni ed aggiornati sulle novità e poi non sanno neanche le regole principali della comunicazione in internet.

La notizia che molti italiani stavano condividendosi le tabelle fiscali dopo averle copiate sul proprio hard-disc (oddio, forse non sono arrivati ad usare proprio questo oscuro inglesismo …) è stata data con enorme sopresa e sconcerto, come fosse un fatto neanche immaginabile, quando invece era assolutamente certo da chiunque ha una minima dimestichezza con internet.

Secondo esempio: oggi, la principale agenzia di stampa italiana, l’ANSA, lancia una dichiarazione di Giulio Tremonti: “Allo studio Robin tax per italia”

Sì, avete letto bene, all’ANSA confondono Robin Hood con Robin, il compagno di Batman … bastava una semplice ricerca su Wikipedia per fare correttamente il riferimento.

Ah, già, dimenticavo il cattivo rapporto coi media che si possono permettere la casta giornalistica che sta facendo di tutto perchè affossare la funzione oggettivamente informativa dei media stessi per ridurli a contenitori di opinioni in cui tutto è melmoso, proprio come loro.


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